Castellammare | Bambino morto, tutti i segreti dello scandalo al San Leonardo
Non avrebbero solo causato la morte, per colpa medica, del neonato Salvatore Abrunzo, figlio di una coppia di Torre Annunziata,…
I giudici del Tribunale del Riesame di Napoli hanno disposto la scarcerazione per la dottoressa Eutalia Esposito, la settantunenne ex primaria pro tempore del reparto di ginecologia dell’ospedale San Leonardo. La donna era finita agli arresti domiciliari con le pesanti accuse di omicidio colposo, depistaggio e falso in atto pubblico nell’ambito della complessa inchiesta che ha ricostruito il decesso del neonato Salvatore Abrunzo e il presunto insabbiamento delle prove volte a coprire le responsabilità dell’équipe medica che ha seguito il parto, avvenuto nel marzo del 2024.
Castellammare | Bambino morto, tutti i segreti dello scandalo al San Leonardo
Non avrebbero solo causato la morte, per colpa medica, del neonato Salvatore Abrunzo, figlio di una coppia di Torre Annunziata,…
Per l’ex primaria, in pensione già da diversi mesi, la misura cautelare degli arresti domicilIari è stata sostituita con quella dell’interdizione temporanea dall’esercizio della professione. «Una decisione che rappresenta la prima luce dopo settimane di fango», ha commentato il legale di Esposito, l’avvocato Guido Sciacca. La pronuncia del Riesame segna solo il primo tassello di un passaggio giudiziario cruciale per ridefinire i contorni dell’indagine coordinata dalla Procura di Torre Annunziata.
Castellammare | Neonato morto, l'ex primaria chiede la scarcerazione
Omicidio colposo, depistaggio e falso in atto pubblico, ora i medici coinvolti nello scandalo del reparto di Ginecologia dell’ospedale San…
La prossima settimana, sempre davanti ai giudici del riesame partenopeo, si terranno infatti le udienze relative agli altri sanitari coinvolti e colpiti da provvedimenti cautelari: i ginecologi Salvatore Ercolano e Natalina Buono, insieme all’ostetrica Roberta Vinaccia — tutti sospesi dall’attività professionale per un anno — hanno presentato ricorso per chiedere la revoca o l’attenuazione delle misure attraverso i rispettivi legali Danilo Di Maio, Emilio Longobardi e Margherita Vitiello.
Castellammare | Neonato morto, Il gip sull'ex primaria: «Era una dittatrice»
Eutalia Esposito è stata arrestata questa mattina con l'accusa di omicidio colposo, falso in atto pubblico e depistaggio delle indagini.…
La drammatica catena degli eventi prende il via il 28 marzo 2024, quando il piccolo Salvatore spira a soli quaranta giorni dalla nascita. Sopraffatti da un dolore incommensurabile, i genitori Rachele Commesso e Ludovico Abrunzo sporgono immediata denuncia, affidandosi al penalista Gennaro Ausiello. Le primissime fasi investigative imboccano tuttavia un vicolo cieco: secondo la ricostruzione elaborata dalla Procura con l’ausilio di perizie e intercettazioni, gli indagati avrebbero organizzato una riunione strategica di reparto per concordare una versione di comodo ed evitare ogni ripercussione penale. Per blindare il loro racconto, avrebbero persino manipolato la «prova regina», creando artificialmente un nodo al cordone ombelicale del neonato, fotografandolo per simulare un evento drammatico quanto imprevedibile e smaltendo poi rapidamente sia il tessuto che la placenta, il tutto accompagnato dalla sistematica falsificazione della cartella clinica.
Ingannata da quel quadro contabile e sanitario alterato ad hoc, la Procura aveva inizialmente chiesto l’archiviazione del fascicolo. La svolta arriva il 17 giugno 2025 quando, in udienza camerale, il Gip accoglie con fermezza l’opposizione della famiglia e ordina nuove e approfondite indagini. Gli accertamenti delegati ai militari della Guardia di Finanza fanno gradualmente crollare il presunto castello di menzogne. Il 30 settembre scorso gli indagati sfilano davanti al giudice per gli interrogatori preventivi, durante i quali emergono i primi netti cedimenti e le deposizioni sul clima di pesante soggezione che avrebbe regnato nell’unità operativa. Poco dopo scattano i provvedimenti cautelari ed interdittivi. Ora, con la scarcerazione dell’ex primaria, la parola passa nuovamente ai giudici del Riesame per valutare la posizione degli altri medici indagati. Coinvolti a piede libero nell’inchiesta anche la dottoressa Filomena Romeo e Giuseppina Putrone.