Stabia-Gragnano, addio alla ferrovia. Base Popolare furiosa
Un fulmine a ciel sereno, o forse l’ennesimo capitolo di una telenovela burocratica che rischia di costare carissimo alla collettività. A quattro anni dalla delibera CIPESS del 2022 – che aveva stanziato ben 33 milioni di euro per il primo lotto della riconversione in tram leggero della linea ferroviaria Torre Annunziata – Castellammare di Stabia – Gragnano – il progetto si avvia verso un clamoroso e definitivo binario morto. A far esplodere il caso è la civica di centrosinistra Base Popolare Democratici e Progressisti, che punta il dito contro i vertici della Regione Campania e dell’EAV, denunciando una gestione opaca, priva di confronto pubblico e caratterizzata da repentine inversioni di marcia.
Il “dietrofront” della Regione
Secondo quanto ricostruito dai progressisti, la Regione Campania avrebbe deciso di cancellare il progetto del tram già approvato nella conferenza di servizi del 7 aprile 2025. Un colpo di spugna che blocca di fatto la gara d’appalto in corso, nonostante le ingenti risorse già impegnate e i costi tecnici sinora sostenuti. «Una scelta grave e discutibile — attaccano da BP Democratici e Progressisti — rispetto alla quale nessuno, ad oggi, chiarisce chi dovrà rispondere delle spese già effettuate e quali siano le reali motivazioni tecniche e politiche del cambio di indirizzo».
Il silenzio dell’Eav
Sotto la lente d’ingrandimento finisce anche il silenzio dell’EAV. L’azienda di trasporti regionale, il 22 aprile 2024, aveva persino siglato un protocollo con il Ministero della Cultura (Unità Grande Pompei) assumendo formalmente il ruolo di soggetto attuatore e beneficiario dell’intervento. Un entusiasmo istituzionale svanito però lo scorso 10 aprile 2026, quando la Giunta regionale, con la delibera n. 125, ha congelato l’iter per proporre non meglio precisate “altre soluzioni”, mai discusse con il territorio.
Corsa contro il tempo: convocata la Conferenza decisoria
La tensione è destinata a salire alle stelle nei prossimi giorni. Con la nota ufficiale EAV dello scorso 15 maggio, l’Ente Autonomo Volturno ha infatti convocato d’urgenza per il prossimo 21 maggio la conferenza di servizi decisoria per approvare formalmente il cambio di progetto. Una mossa definita “frettolosa e inaccettabile” dalle forze di opposizione interna alla coalizione, preoccupate per l’esclusione della città da scelte strategiche sulla mobilità. Nel dibattito si inseriscono anche le dure critiche del Comitato civico “Riprendiamoci la ferrovia”, che l’11 maggio scorso ha riunito cittadini e associazioni per presentare una serie di proposte alternative per il recupero della tratta.
L’appello a Fico, Manfredi e Vicinanza
I Democratici e Progressisti scuotono la politica locale e regionale, chiedendo trasparenza ai massimi livelli. L’appello per una riflessione seria e per evitare gli errori del passato è rivolto direttamente al Presidente della Regione Campania Roberto Fico e al Sindaco della Città Metropolitana Gaetano Manfredi. Ma il pressing più forte è sul primo cittadino stabiese: «Al sindaco Luigi Vicinanza chiediamo un atto chiaro e immediato: chiedere il rinvio della conferenza di servizi del 21 maggio e promuovere, prima di ogni decisione definitiva, un confronto istituzionale e pubblico con Regione, Città Metropolitana, Comuni interessati e cittadini».
La situazione dei trasporti
I nodi sul tavolo d’altronde restano storici e nevralgici: non solo il destino della Gragnano-Torre Annunziata, ma anche il nodo delle fermate soppresse tra Pompei e Vico Equense, lo stato di abbandono della stazione di Castellammare Terme e i mai completati interventi per i quartieri di Pioppaino e Castellammare Centro. Questioni troppo grandi per essere liquidate in una stanza chiusa, a pochi giorni da una scadenza decisiva.

