Bus elettrici da Gragnano a Castellammare: rinviata la conferenza di servizi
OPERE PUBBLICHE
20 maggio 2026
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Bus elettrici da Gragnano a Castellammare: rinviata la conferenza di servizi

Stop alla conferenza dei servizi dei bus elettrici.
Michele De Feo

A Castellammare di Stabia e Gragnano resta alta l’attenzione sul futuro della storica linea ferroviaria dismessa ormai da 16 anni. Il progetto del tram che avrebbe dovuto riportare i binari delle Ferrovie dello Stato lungo il vecchio tracciato rischia infatti di essere accantonato, ma prima della decisione definitiva la Regione Campania ha scelto di ascoltare cittadini, comitati e associazioni che da settimane protestano contro il cambio di programma che prevede la creazione di una linea dedicata a bus elettrici.

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L’assessore regionale ai Trasporti Mario Casillo, intervenendo al secondo incontro dedicato alla mobilità territoriale ha annunciato la volontà di approfondire ulteriormente la questione. «Dedicheremo una seduta della Consulta per discutere del progetto e ascoltare tutte le posizioni prima di assumere una decisione definitiva», ha spiegato. Nel frattempo è stata sospesa la conferenza dei servizi prevista per approvare la variante progettuale proposta da Eav, la società regionale chiamata a gestire la revoca della gara per la realizzazione della linea tranviaria. Un progetto dal valore di oltre 33 milioni di euro e che invece sarà sostituita con la variante dei bus elettrici.

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Un piano nettamente più economico come annunciato dallo stesso Casillo qualche settimana fa, in occasione dell’inaugurazione del nuovo circolo locale del Pd.  La nuova ipotesi prevede infatti un servizio su gomma ad alta efficienza, con corsie preferenziali e priorità semaforica. Una scelta (che ha avuto l’ok dal sindaco di Gragnano Nello D’Auria)  che però ha provocato la reazione di cittadini, associazioni e forze politiche. Il Comitato “Riprendiamoci la Ferrovia”, tra i promotori delle mobilitazioni, chiede che venga salvaguardata la linea storica Castellammare-Gragnano-Torre Annunziata, considerata un patrimonio infrastrutturale e culturale del territorio. «Abbiamo elaborato dati e proposte tecniche che dimostrano come rinunciare alla ferrovia sia un errore non solo dal punto di vista storico, ma anche economico», spiegano i rappresentanti del comitato.

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A sostegno della linea tranviaria è arrivata anche una mozione presentata dai consiglieri regionali Carlo Iannace e Rosario Andreozzi di Alleanza Verdi-Sinistra. Nel documento si sottolinea il valore storico della tratta ferroviaria, inaugurata 141 anni fa e collegata alla Napoli-Portici, la prima ferrovia d’Italia. Il dibattito ha acceso il confronto politico anche a livello locale. Il segretario stabiese di Forza Italia, Nello Di Nardo, ha definito «assurda» l’ipotesi di cancellare il tram, mentre il consigliere comunale Maurizio Apuzzo ha presentato un’interrogazione all’amministrazione comunale per chiedere chiarimenti sul nuovo indirizzo progettuale.

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I dubbi riguardano anche gli aspetti procedurali. Secondo il comitato civico, la delibera regionale e la convocazione della conferenza dei servizi sarebbero arrivate senza il preventivo via libera degli organismi che gestiscono il Contratto istituzionale di sviluppo, gli stessi che avevano approvato il progetto tranviario e assegnato i finanziamenti a Eav. Al centro della discussione resta il destino della linea storica che per decenni ha collegato Castellammare, Gragnano e Torre Annunziata. Per i comitati e molti cittadini si tratta di un’infrastruttura da recuperare e valorizzare, non da cancellare definitivamente.