Castellammare | Omicidio Fontana, il boss Imparato fa scena muta di fronte al gip
Ucciso e rincorso fuori al tribunale di Torre Annunziata, il complice del killer fa scena muta di fronte al gip.…
Rincorso e ucciso fuori al tribunale di Torre Annunziata, blindate le accuse dell’Antimafia contro il complice del killer, il boss Giovanni Imparato. I giudici del Tribunale del Riesame di Napoli hanno rigettato i ricorsi della difesa del narcos del rione Savorito di Castellammare di Stabia e confermato la misura cautelare del carcere per il 62enne accusato di concorso in omicidio aggravato dalla premeditazione e dal metodo e dalle finalità camorristiche. Giovanni Imparato è finito in manette due settimane fa quando i carabinieri del Nucleo Investigativo di Torre Annunziata hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare che ad oggi conta 8 indagati.
Castellammare | Omicidio Fontana, il boss Imparato fa scena muta di fronte al gip
Ucciso e rincorso fuori al tribunale di Torre Annunziata, il complice del killer fa scena muta di fronte al gip.…
Nell’inchiesta bis sul delitto del rampollo dei Fasano del rione dell’Acqua della Madonna, Alfonso Fontana (la prima portò all’arresto del presunto killer, il ras Catello Martino) sono ricostruite tutte le fasi precedenti e successive al delitto commesso nel febbraio del 2024. Secondo l’Antimafia, Giovanni Imparato avrebbe accompagnato sul luogo del delitto Catello Martino incitandolo ad uccidere Alfonso Fontana per poi favorirne la fuga. Accuse che si fondano su una vasta attività di intercettazioni telefoniche e ambientali, sull’analisi di filmati dei sistemi di videosorveglianza e sulle celle di aggancio telefonico.
Omicidio Fontana, il delitto imposto dal clan D'Alessandro: caccia ai mandanti
Ci sono ancora responsabilità da chiarire e, soprattutto, volti da identificare. L’inchiesta sul delitto di Alfonso Fontana, il 24enne stabiese,…
La sera del 7 febbraio, intorno alle 21:00, Alfonso Fontana, in compagnia del suocero Luca Maragas, fu raggiunto da due scooter. Il primo condotto da Ciro Reda, mentre il secondo, secondo gli investigatori, da Imparato e sul quale era in sella anche Catello Martino, alias ‘o puparuolo. Dopo una colluttazione, Imparato avrebbe incitato Martino: «Spara Puparuò, spara». Il sicario subito dopo esplose diversi colpi di pistola contro Fontana che iniziò a scappare lungo Corso Umberto I. Dopo aver ucciso il 24enne, Martino risalì sullo scooter dandosi alla fuga insieme ad Imparato.
Omicidio Fontana, il piano di vendetta degli amici della vittima: «Ammazziamoli con le bombe»
«Li ammazziamo con le bombe». Si sente anche questa frase tra le intercettazioni telefoniche captate dai militari del Nucleo Investigativo…
Un omicidio il cui movente sarebbe riconducibile a un furto commesso pochi giorni prima del delitto nella casa della figlia di Martino, da cui sarebbero spariti 90mila euro, mezzo chilo d’oro e due Rolex. Per l’Antimafia, i soldi e i preziosi costituirebbero una parte della cassa del clan Imparato, cosca satellite dei D’Alessandro. Per quel colpo risultano indagati anche Ciro Reda e Vincenzo Avella. A Reda è contestato anche il concorso in omicidio, con il gip che però non ha ritenuto sussistenti i gravi indizi di colpevolezza a suo carico.
Castellammare, armi e vendetta dopo il delitto Fontana: restano in cella 2 giovani
Restano in carcere Alessandro Fontana ed Emanuele Raffone, mentre per Vincenzo Avella sono stati concessi gli arresti domiciliari. È questa…
Coinvolto nell’inchiesta anche Luca Maragas, accusato di ricettazione e di aver «coperto» Giovanni Imparato. Ad incastrare il narcos sarebbero alcune intercettazioni telefoniche e ambientali nelle quali i militari hanno captato conversazioni tra Maragas e alcuni parenti, durante le quali l’uomo avrebbe affermato di aver riconosciuto il soggetto in compagnia di Martino, Giovanni Imparato.
Castellammare | Pizzo al porto, in aula i testimoni della difesa dei Fontana
Il processo è ormai alle battute finali e ieri mattina, nell’aula del Tribunale di Torre Annunziata, è andata in scena…
Circostanza che il suocero della vittima non avrebbe mai riferito agli inquirenti. A carico di Imparato ci sono anche le analisi sui tabulati telefonici che per gli investigatori testimonierebbero la presenza del narcos sul luogo del delitto. Intanto, entro fine giugno scadranno i termini per la Procura generale per presentare ricorso in Cassazione contro l’ultima sentenza della Corte d’assise d’appello che ha annullato l’ergastolo a Catello Martino, tramutandolo in una pena a 20 anni. La scorsa settimana, invece, i giudici del Riesame hanno decretato la decadenza dell’aggravante mafiosa per Emanuele Raffone, Alessandro Fontana (fratello della vittima) e Vincenzo Avella (ora ai domiciliari). I tre, per la Dda, stavano organizzando una vendetta armata per il delitto.