Terra dei Fuochi, calano gli incendi del 17% nei primi cinque mesi del 2026. Preoccupa il Vesuviano
L'EMERGENZA AMBIENTALE
23 giugno 2026
L'EMERGENZA AMBIENTALE

Terra dei Fuochi, calano gli incendi del 17% nei primi cinque mesi del 2026. Preoccupa il Vesuviano

Ci sono diversi Comuni in controtendenza: Ottaviano, Poggiomarino, Nola e Brusciano registrano un aumento rispetto alla media
Andrea Ripa

Diminuiscono gli incendi nella Terra dei Fuochi. È il dato emerso nel corso della riunione convocata dal prefetto di Napoli, Michele di Bari, con i sindaci dei 56 comuni dell’area metropolitana compresi nel perimetro della Terra dei Fuochi. L’incontro, ospitato nel teatro comunale di Massa di Somma, ha visto la partecipazione delle istituzioni impegnate nel contrasto agli illeciti ambientali, tra cui il presidente della Conferenza Episcopale Campana e vescovo di Acerra, Antonio Di Donna, il commissario unico alle bonifiche Giuseppe Vadalà, i vertici delle forze dell’ordine, i rappresentanti della Regione Campania, dell’Arpac, dell’Esercito, dei Vigili del Fuoco e delle associazioni ambientaliste.

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Meno 17% di incendi

Secondo i dati illustrati dal prefetto, nei primi cinque mesi del 2026 sono stati registrati 381 incendi contro i 460 dello stesso periodo del 2025. Si tratta di 79 episodi in meno, con una riduzione complessiva di circa il 17%.Ancora più significativo il dato relativo ai roghi legati all’illecito smaltimento e all’abbruciamento di rifiuti, che si attestano intorno ai 300 casi. L’analisi territoriale evidenzia una forte diminuzione degli incendi in alcuni comuni storicamente colpiti dal fenomeno.

Ad Afragola, Acerra, Terzigno ed Ercolano il numero dei roghi si è ridotto di oltre la metà. Anche i due centri che continuano a registrare il maggior numero di incendi mostrano segnali di miglioramento: a Napoli gli episodi sono passati da 288 a 241, mentre a Giugliano in Campania da 44 a 33. In controtendenza, invece, alcuni comuni dell’area vesuviana e dell’hinterland nord: si registra un lieve aumento a Ottaviano, Poggiomarino, Nola, Brusciano, Cardito, Casalnuovo di Napoli e Casoria. Le autorità hanno inoltre segnalato una recrudescenza di incendi nel mese di giugno in alcuni campi nomadi.

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Oltre 8mila pattugliamenti e 40 arresti

Nel primo semestre del 2026 il dispositivo di controllo messo in campo nella Terra dei Fuochi ha prodotto numeri rilevanti. Sono stati effettuati complessivamente 8.316 servizi di pattuglia per oltre 49mila ore di attività sul territorio.Sul fronte repressivo, i controlli hanno portato a 337 sequestri tra attività e siti produttivi, effettuati nell’ambito di 604 verifiche sulle filiere produttive. Le persone denunciate sono state 651, mentre gli arresti eseguiti sono stati 40.

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Nuove telecamere e controlli rafforzati

Il prefetto Di Bari ha sottolineato come «la continuità e l’intensificazione delle azioni di prevenzione e repressione rappresentino le chiavi del nuovo modello di contrasto agli illeciti ambientali».L’obiettivo adesso è consolidare i risultati ottenuti e rafforzare la capacità di risposta dei territori. Attualmente sono 18 i siti interessati da interventi straordinari di rimozione dei rifiuti e dalle attività di bonifica previste dal Piano governativo per la Terra dei Fuochi. Un ruolo centrale sarà affidato ai Comuni, che dal 15 giugno stanno attivando servizi aggiuntivi di controllo grazie a un finanziamento di circa 1,3 milioni di euro stanziato dal Ministero dell’Interno per le polizie locali dell’area metropolitana.

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Le risorse serviranno anche all’installazione di nuove fototrappole e microcamere.Parallelamente prosegue il lavoro della control room interforze, che coordina l’azione di forze dell’ordine, esercito, carabinieri forestali e polizie municipali. L’obiettivo è presidiare con maggiore efficacia le aree periferiche, le zone di confine e i siti già liberati dai rifiuti, prevenendo nuovi sversamenti e garantendo interventi tempestivi.

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Tra gli strumenti a disposizione degli enti locali figurano anche l’app dell’Albo Gestori Ambientali e il canale Telegram @ArpacOdorBot, utilizzato per raccogliere le segnalazioni dei cittadini relative ai miasmi e ai fenomeni di inquinamento atmosferico.Per la Prefettura, il calo registrato nei primi mesi del 2026 rappresenta un segnale incoraggiante, ma la sfida resta ancora aperta. La strategia condivisa tra Stato, enti locali e forze dell’ordine punta ora a consolidare il trend positivo e a ridurre ulteriormente uno dei fenomeni che più hanno segnato il territorio campano negli ultimi decenni.