Scoppia la bufera trasporti in Costiera Amalfitana, stop ai bus. Proteste ad Agerola
Una decisione destinata a rivoluzionare la viabilità della Costiera Amalfitana nel pieno della stagione turistica. A partire dal 13 luglio,…
La Costiera Amalfitana rischia di ritrovarsi senza autobus proprio nel cuore della stagione turistica. L’effetto più immediato delle nuove ordinanze emanate dalla Provincia di Salerno è arrivato da Sita Sud, che ha annunciato l’«impossibilità oggettiva» di garantire il regolare svolgimento del servizio di trasporto pubblico sulle tratte interessate dai divieti. In una comunicazione inviata a Prefettura, Regione Campania, Provincia e ai sindaci dei Comuni coinvolti, l’azienda ha spiegato che tutti i mezzi utilizzati per il servizio di linea rientrano tra i veicoli con massa complessiva superiore alle cinque tonnellate, categoria espressamente esclusa dal transito dalle nuove disposizioni. In assenza di deroghe, dunque, le corse saranno sospese.
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Una decisione destinata a rivoluzionare la viabilità della Costiera Amalfitana nel pieno della stagione turistica. A partire dal 13 luglio,…
È il primo effetto concreto delle ordinanze n. 597 e n. 601 della Provincia di Salerno, destinate a modificare profondamente la mobilità della Costiera. I provvedimenti introducono, con decorrenza dal 13 luglio, un divieto permanente di transito per tutti i veicoli con massa complessiva a pieno carico superiore a 5 tonnellate su due arterie strategiche del territorio. La prima ordinanza riguarda la Strada regionale 373, nel tratto compreso tra l’innesto con la Statale 163 Amalfitana e l’innesto con la Strada provinciale 20 per Scala, nel territorio comunale di Ravello.
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La seconda interessa invece la Strada regionale Agerolina, nel tratto compreso tra il bivio con la Statale Amalfitana e il confine con la provincia di Napoli, principale collegamento tra Amalfi e Agerola. Il divieto si applica indistintamente agli autobus del trasporto pubblico locale, ai bus turistici, ai pullman granturismo e a tutti gli altri mezzi con massa superiore alle cinque tonnellate, senza prevedere deroghe specifiche per il servizio pubblico di linea. Alla base dei provvedimenti vi sono motivazioni legate alla sicurezza della circolazione.
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Per quanto riguarda la strada per Ravello e Scala, la Provincia richiama le verifiche tecniche eseguite dopo il tragico incidente del maggio 2023, nel quale perse la vita il dirigente del Comune di Ravello Nicola Fusco. Secondo le valutazioni tecniche richiamate anche dalla Procura della Repubblica di Salerno, gli attuali sistemi di ritenuta presenti lungo la carreggiata non sarebbero conformi alla normativa vigente. Da qui la decisione di limitare il traffico dei mezzi più pesanti fino all’adeguamento delle infrastrutture.
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Analoga la ratio dell’ordinanza relativa alla strada Agerolina, anch’essa motivata dalla necessità di garantire condizioni di maggiore sicurezza su un’arteria caratterizzata da criticità strutturali. Le conseguenze, però, rischiano di essere profonde. Oltre al blocco dei bus turistici, viene meno il collegamento assicurato da Sita Sud tra Amalfi, Ravello, Scala e Agerola, con ripercussioni dirette su residenti, pendolari, studenti e lavoratori, oltre che sui flussi turistici diretti verso alcune delle mete più frequentate della Costiera, tra cui il Sentiero degli Dei.
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La reazione dei sindaci è stata immediata. Il primo cittadino di Agerola, Tommaso Naclerio, parla di una scelta «unilaterale, non condivisa, della quale il territorio non era stato minimamente informato». Per il sindaco «questo provvedimento non tiene conto delle drammatiche ripercussioni sui lavoratori e sulla tenuta dell’intero comparto produttivo e turistico». Ancora più netta la posizione sul blocco del trasporto pubblico: «Bloccare gli autobus Sita significa negare il diritto alla mobilità ai residenti e ai lavoratori, compromettere il diritto allo studio degli studenti con la riapertura delle scuole e decretare l’immediato blocco del turismo internazionale che sceglie le nostre destinazioni». Secondo Naclerio, inoltre, la misura potrebbe produrre l’effetto opposto rispetto a quello perseguito.
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«L’assenza dei bus di linea spingerà inevitabilmente in strada un numero incontrollabile di mezzi privati, con il paradosso di congestionare pericolosamente le nostre arterie stradali. La sicurezza non deve essere perseguita attraverso l’isolamento forzato e la paralisi di un comprensorio, bensì con interventi strutturali di manutenzione e, nell’immediato, con soluzioni alternative come sensi unici alternati regolati da semafori, limiti di velocità e barriere protettive nei punti più critici».
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Dello stesso tenore la posizione del sindaco di Ravello, Paolo Vuilleumier, che definisce l’ordinanza «un provvedimento insostenibile e non condiviso che non tiene conto delle drammatiche ripercussioni sulla comunità e sulla tenuta del comparto turistico». Per il primo cittadino «bloccare i mezzi di linea significa negare il diritto alla mobilità a studenti, lavoratori e residenti, oltre a decretare il blocco totale del turismo internazionale che sceglie la nostra destinazione». Pur ribadendo che la sicurezza rappresenta una priorità, Vuilleumier chiede interventi strutturali e una programmazione condivisa, annunciando l’attivazione di tutti i canali istituzionali per ottenere la sospensione o la revisione del provvedimento.
Sulla stessa linea anche il sindaco di Scala, Ivana Bottone. «Si tratta di un’ordinanza che, per la sua portata, rischia di compromettere la mobilità, il trasporto pubblico, il turismo, le attività economiche e i servizi essenziali dei nostri territori. Un provvedimento di tale impatto non può essere affrontato senza un immediato confronto istituzionale». E aggiunge:
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«La sicurezza è un valore irrinunciabile ma non è accettabile che un’intera area venga di fatto isolata senza aver prima valutato ogni possibile alternativa». La protesta ha trovato una sponda immediata nella Conferenza dei Sindaci della Costa d’Amalfi, che ha già chiesto un incontro urgente con Regione Campania, Provincia di Salerno e Prefettura per tentare di scongiurare l’entrata in vigore delle limitazioni o individuare soluzioni alternative. Dura anche la presa di posizione del Distretto Turistico Costa d’Amalfi, che parla di un territorio progressivamente privato delle sue principali direttrici di accesso. «Se si continua a chiudere le principali direttrici della Costiera ai mezzi pubblici e turistici si mette in ginocchio il territorio. Non si gestisce così la mobilità di una destinazione internazionale», afferma il presidente Andrea Ferraioli.
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Pur precisando di non voler entrare nel merito delle ragioni di sicurezza, Ferraioli sottolinea come «la sicurezza rappresenta un valore assoluto», ricordando la tragedia del 2023. Ma aggiunge: «Sorprende che ordinanze destinate a modificare in maniera così significativa la mobilità del territorio siano arrivate improvvisamente, senza un preventivo confronto con i Comuni interessati e con il sistema economico locale, come risposta emergenziale a una criticità che avrebbe richiesto una programmazione preventiva e condivisa. Un provvedimento di questa portata non può essere semplicemente calato sul territorio: deve nascere da una programmazione condivisa e dall’individuazione di soluzioni capaci di garantire contemporaneamente sicurezza e continuità dei servizi. La sicurezza non si costruisce togliendo servizi essenziali a un territorio. Si costruisce programmando gli interventi, ascoltando le comunità e prevenendo le emergenze». Ferraioli richiama anche la necessità di una programmazione di lungo periodo.
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«L’attenzione che vogliamo richiamare non è sul singolo episodio ma sul sistema complessivo di gestione del territorio e della mobilità, che continua ad essere affrontato attraverso interventi tampone e senza una reale programmazione strategica». Da qui la richiesta di partecipare al tavolo convocato dalle istituzioni «per rappresentare il punto di vista di imprese e lavoratori che fanno del turismo il principale sistema economico della Costa d’Amalfi». Anche Confesercenti Campania e Federnoleggio contestano apertamente le ordinanze.
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Il presidente di Confesercenti Campania e vicepresidente nazionale con delega al Mezzogiorno, Vincenzo Schiavo, definisce «totalmente inaccettabile» la scelta di vietare il transito ai bus turistici «nel pieno della stagione estiva, senza tenere conto delle migliaia di turisti, italiani e stranieri, che hanno già prenotato le proprie vacanze in Costiera, ignorando il lavoro svolto per mesi dai tour operator nazionali e internazionali e gli investimenti sostenuti dagli operatori turistici del territorio».
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Schiavo chiede «con la massima urgenza un tavolo tecnico di confronto» al quale partecipino anche Federnoleggio e tutte le istituzioni interessate. «Siamo pronti a fornire il nostro contributo con proposte concrete e soluzioni praticabili che consentano di conciliare le esigenze della sicurezza e della viabilità con quelle del turismo e delle imprese. Gli sforzi degli imprenditori che rappresentiamo non possono essere cancellati dall’ennesimo provvedimento emergenziale adottato senza una programmazione condivisa.
Questa ordinanza, se non sarà rivista o sospesa, rischia di compromettere non solo la stagione turistica in corso, ma anche l’immagine della Costiera Amalfitana, con inevitabili ripercussioni sulle prenotazioni future e sulla competitività dell’intero territorio». Con la sospensione annunciata delle corse Sita, la richiesta di un confronto istituzionale avanzata dai sindaci, dal Distretto Turistico e dalle associazioni di categoria assume ora un carattere di urgenza. Sul tavolo resta il difficile equilibrio tra la necessità di garantire la sicurezza della circolazione su strade particolarmente fragili e quella di assicurare il diritto alla mobilità di residenti e lavoratori, evitando che il principale distretto turistico della Campania venga di fatto isolato nel momento di massimo afflusso di visitatori.
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“Vietare il transito ai bus turistici nel pieno della stagione estiva, senza tenere conto delle migliaia di turisti italiani e stranieri che hanno già programmato il proprio soggiorno in Costiera, del lavoro svolto per mesi da tour operator e agenzie di viaggio e degli investimenti sostenuti dalle imprese del territorio, è una scelta semplicemente inaccettabile”. Lo dichiarano Francesco Artusa, presidente nazionale di Sistema Trasporti, e Amedeo Conte, presidente di Sistema Trasporti Campania.
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“Un provvedimento del genere rischia di colpire duramente non solo le aziende di trasporto, ma l’intera filiera turistica della Costiera Amalfitana”, aggiungono i due commentando l’ordinanza emanata dalla Provincia di Salerno che, a partire dal prossimo 13 luglio, introduce il divieto totale e permanente di transito dei bus turistici su un tratto della Statale Amalfitana. Secondo Sistema Trasporti si tratterebbe infatti “dell’ennesimo intervento emergenziale” adottato senza un confronto preventivo con le categorie economiche coinvolte e senza una reale valutazione delle conseguenze economiche e organizzative che produrrà su strutture ricettive, ristoranti, guide turistiche, agenzie, vettori e operatori dell’accoglienza. “Inoltre, è sotto gli occhi di tutti come la Costiera sia ormai invasa da migliaia di veicoli abusivi, una situazione di cui nessuno sembra accorgersi e che incide pesantemente sulla viabilità”, proseguono Artusa e Conte.
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“Se davvero si vuole migliorare la circolazione e la sicurezza, bisognerebbe iniziare proprio da lì, intervenendo su queste criticità evidenti prima di penalizzare chi opera nel rispetto delle regole”. “Non si possono scaricare inefficienze, ritardi programmatori e criticità strutturali sempre sulle imprese”, prosegue Artusa. “La sicurezza e la gestione della viabilità sono obiettivi sacrosanti, ma non possono diventare il paravento dietro cui si assumono decisioni improvvisate, capaci di compromettere una stagione turistica già avviata e di arrecare un danno enorme all’immagine di uno dei territori più conosciuti al mondo”.
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Sistema Trasporti chiede quindi l’immediata convocazione di un tavolo tecnico di confronto con tutte le istituzioni competenti e con le rappresentanze delle imprese, per individuare soluzioni praticabili e condivise che consentano di conciliare le esigenze della circolazione, della sicurezza e della sostenibilità con quelle del turismo e del lavoro. “Siamo pronti a fare la nostra parte con proposte concrete, serie e immediatamente attuabili”, concludono Artusa e Conte. “Ma non possiamo accettare che, ancora una volta, si scelga la strada più semplice solo per chi firma le ordinanze e la più devastante per chi ogni giorno lavora, investe e garantisce servizi essenziali al turismo. Se questo provvedimento non sarà sospeso o rivisto, il rischio è di compromettere non solo la stagione in corso, ma anche la competitività futura dell’intero territorio”.