Vico Equense, sequestrata la Tenuta L’Incanto: sigilli a resort e agriturismo da 2 milioni di euro
L'ORDINANZA
14 luglio 2026
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Vico Equense, sequestrata la Tenuta L’Incanto: sigilli a resort e agriturismo da 2 milioni di euro

Operazione della Guardia di Finanza su disposizione del Gip di Torre Annunziata. Contestata una presunta lottizzazione abusiva con oltre 50 opere edilizie ritenute irregolari in un'area sottoposta a molteplici vincoli.
Michele De Feo

La Guardia di Finanza del Gruppo di Torre Annunziata ha eseguito un decreto di sequestro preventivo, emesso dal Gip del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti della struttura ricettiva e agrituristica Tenuta L’Incanto, a Vico Equense, e dell’area sulla quale insiste.

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Il valore complessivo del bene sottoposto a sequestro è stimato in circa 2 milioni di euro. Il provvedimento scaturisce da un’indagine condotta dai militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Castellammare di Stabia, supportata da una consulenza tecnica disposta dalla Procura, che ipotizza il reato di lottizzazione abusiva.

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Secondo quanto emerso dagli accertamenti, l’area interessata ricade nella zona territoriale 1b del Piano Urbanistico Territoriale, dove, per gli edifici realizzati dopo il 1955, sono consentiti esclusivamente interventi di manutenzione ordinaria. Gli investigatori contestano invece la realizzazione, nel corso degli anni, di numerose opere edilizie che avrebbero profondamente trasformato il fondo agricolo.

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Tra gli interventi ritenuti abusivi figurano sale ristorante con una capienza complessiva superiore a 300 posti, depositi, cucine, servizi, tettoie chiuse, pergolati con coperture in lamiera, rampe pavimentate, muri di contenimento, recinzioni e strutture destinate al ricovero di animali. Complessivamente sarebbero stati accertati oltre 50 abusi edilizi. Per la Procura non si tratterebbe di singoli interventi isolati, ma di un unico processo di trasformazione urbanistica protrattosi nel tempo, con opere realizzate fino al maggio 2024, che avrebbe modificato la destinazione del fondo agricolo, trasformandolo in una struttura a vocazione commerciale e ricettiva in contrasto con gli strumenti urbanistici e con i numerosi vincoli gravanti sull’area, tra cui quelli paesaggistico, idrogeologico, forestale, cimiteriale e sismico.

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Gli inquirenti evidenziano inoltre come la capacità ricettiva della struttura abbia determinato un significativo aumento del carico urbanistico, con maggiori esigenze in termini di viabilità, parcheggi e servizi, in un contesto ritenuto privo delle infrastrutture necessarie a sostenere tale sviluppo. Il sequestro preventivo, secondo quanto evidenziato dalla Procura, è stato disposto per impedire l’aggravarsi delle conseguenze del presunto reato e tutelare il corretto assetto urbanistico del territorio. Il procedimento è attualmente nella fase delle indagini preliminari. Come previsto dalla legge, il decreto di sequestro può essere impugnato dinanzi al Tribunale del Riesame e le persone sottoposte a indagine devono ritenersi non colpevoli fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.