Castellammare | Voti di famiglia e parentele con i clan: 30 politici nel mirino
«Alla luce di quanto emerso risulta evidente come elementi univoci di infiltrazione della criminalità organizzata nel contesto politico si riscontrino…
La piazza della destra si è riunita all’ombra del commissariamento del Comune per infiltrazioni camorristiche e ha trasformato Castellammare nel palcoscenico di un duro atto d’accusa contro il centrosinistra campano.
In piazza Municipio, davanti a circa un centinaio di militanti ed ex amministratori, Fratelli d’Italia ha schierato i vertici nazionali e regionali del partito per quella che è stata presentata come una manifestazione sulla legalità, ma che ha assunto ben presto i toni di una offensiva politica contro il Partito democratico e il «sistema sinistra».
Castellammare | Voti di famiglia e parentele con i clan: 30 politici nel mirino
«Alla luce di quanto emerso risulta evidente come elementi univoci di infiltrazione della criminalità organizzata nel contesto politico si riscontrino…
Sul palco si sono alternati il responsabile organizzazione di FdI Giovanni Donzelli, i capigruppo parlamentari Lucio Malan e Galeazzo Bignami, il coordinatore regionale Antonio Iannone, il commissario provinciale Marta Schifone, il senatore Sergio Rastrelli, componente della Commissione Antimafia, il deputato Michele Schiano, il capogruppo regionale Raffaele Pisacane e Gennaro Sangiuliano, indicato dal partito come capo dell’opposizione in Consiglio regionale.
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Presente anche la deputata di Forza Italia Annarita Patriarca, a testimonianza della partecipazione dell’intero centrodestra. Ad aprire l’iniziativa è il coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, Giovanni De Angelis, che ha annunciato che il partito avrà un «dialogo costante» con i commissari prefettizi chiamati a guidare il Comune nei prossimi diciotto mesi. Nel suo intervento ha puntato il dito contro l’amministrazione dell’ex sindaco Luigi Vicinanza e contro quello che ha definito il «sistema Pd», mentre dalla piazza si è alzato lo slogan: «Liberiamo Castellammare e la Campania dalla camorra e dai comunisti».
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Gennaro Sangiuliano, ha legato i recenti scioglimenti dei Comuni di Castellammare di Stabia e Torre Annunziata alle vicende di Ercolano. «La legalità è la precondizione dello sviluppo, del senso civico e del lavoro», ha affermato, ricordando il proprio impegno giovanile contro la criminalità organizzata. Secondo l’ex ministro, gli ultimi episodi impongono una riflessione: «Dobbiamo chiederci se siamo davanti alla classica mela marcia oppure a un sistema più diffuso e capillare che condiziona la democrazia e la libera scelta dei cittadini».
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Sangiuliano ha riservato poi un passaggio critico alle liste civiche, ritenute «il principale veicolo attraverso cui i poteri criminali si infiltrano nelle amministrazioni». Da qui l’invito a recuperare il ruolo dei partiti tradizionali, «dove esisteva un maggiore controllo nell’accesso alla politica». Non è mancato un riferimento all’autonomia differenziata. Pur ribadendo il voto favorevole espresso dal governo, Sangiuliano ha rivendicato le proprie riserve: «Può essere un’opportunità, ma solo se tutela il Sud. Non voglio un’Italia federale ma un Paese unito.
Non deve mai venir meno il principio di solidarietà tra le Regioni: chi è più ricco deve aiutare chi è più povero». Interpellato invece sulla vicenda Delmastro e sul lavoro della Giunta per le autorizzazioni, ha liquidato il tema come una questione legata «alla tutela della privacy», spiegando di non conoscere nel dettaglio il fascicolo.
L’impianto politico della manifestazione è stato affidato anche alla nota diffusa da Fratelli d’Italia, nella quale il partito mette in fila gli scioglimenti dei Comuni di Castellammare di Stabia, Torre Annunziata, San Giuseppe Vesuviano e Caserta, oltre alle vicende di Ercolano, Portici, Sarno e Pagani, sostenendo che rappresentino «i pezzi di un puzzle inquietante» che delineerebbe un «sistema sinistra», «spesso a trazione Pd», permeabile alle infiltrazioni criminali.
«Non siamo più davanti a singole mele marce — è la tesi rilanciata dal palco — ma a un sistema capillare e diffuso di rapporti con la criminalità organizzata che altera la libera espressione del voto e penalizza lo sviluppo della Campania». Un’accusa rivolta direttamente ai partiti del centrosinistra, chiamati, secondo FdI, a fornire risposte politiche. La manifestazione si chiude così trasformando il caso Castellammare in una questione nazionale: non solo il commissariamento di un Comune simbolo, ma il terreno su cui il centrodestra prova a costruire una più ampia offensiva politica contro il Partito democratico in Campania.