Castellammare. Terme, Amato: «Investitori in fuga dopo lo scioglimento»
«L’errore è stato costruire una coalizione troppo ampia. Assieme ad altri avevo avvertito Luigi Vicinanza già prima della presentazione delle…
«Il futuro del centrosinistra stabiese passa dalla ricostruzione di un Pd forte». Non ha dubbi il commissario del circolo dem di Castellammare, il deputato di area Schlein, Arturo Scotto. Lo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni della criminalità organizzata e le responsabilità politiche del Pd sono ferite ancora aperte, che possono essere rimarginate con il tempo e il lavoro, ma il futuro deve vedere – secondo Scotto – ancora i dem a trainare la coalizione di centrosinistra.
Scotto, partiamo dallo scioglimento. Il Pd non può tirarsi fuori.
«Ci assumiamo fino in fondo la responsabilità politica di quanto accaduto. Un grande partito non può dire non c’ero. Però, è anche giusto sottolineare che il Partito Democratico è stato il primo a lanciare l’allarme, a chiedere al sindaco di aprire una riflessione e sottolineare la necessità di cambiare passo. Il Pd ci ha provato a cambiare il destino di questa esperienza».
Castellammare. Terme, Amato: «Investitori in fuga dopo lo scioglimento»
«L’errore è stato costruire una coalizione troppo ampia. Assieme ad altri avevo avvertito Luigi Vicinanza già prima della presentazione delle…
Quindi qual è la responsabilità che vi assumete?
«E’ stata sbagliata la fase di gestazione dell’ultima esperienza amministrativa. Saremmo dovuti intervenire in modo più incisivo per dire “no” a quel pezzo di civiche che faceva emergere profili di candidature da evitare. E forse anche noi avremmo dovuto fare meglio la lista».
A cosa si riferisce?
«Ci sono due dei nostri ex consiglieri (Roberto Elefante e Giusi Amato, ndr) indicati nella relazione della commissione d’accesso, non possiamo non tenerne conto ed è chiaro che ora le loro posizioni siano incompatibili con il Pd. Inoltre del gruppo consiliare a cui fu chiesto di uscire dalla maggioranza, solo un consigliere (Giovanni Tuberosa, ndr) ha seguito la linea del partito».
In consiglio comunale però avevate eletto anche Sandro Ruotolo.
«Che aveva avviato subito un lavoro importante con l’Osservatorio anticamorra. Un campanello di allarme che non è stato ascoltato».
Qui si riferisce al sindaco Luigi Vicinanza. Il Pd ha fatto abbastanza per proteggerlo?
«Per proteggere qualcuno serve reciprocità. Nessuno può negare che il Pd, attraverso Ruotolo e i segretari Dinacci e De Luca, non avesse messo in allerta il sindaco. Il problema è che non siamo stati ascoltati».
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Che idea vi siete fatti dello scioglimento?
«Non commentiamo il lavoro fatto dallo Stato, prendiamo atto che emerge un dato oggettivo: il Comune era permeabile nella dimensione politica, della macchina comunale e delle scelte che sono state operate. Ora dobbiamo fare una riflessione politica di lungo periodo, ragionare su cosa è accaduto e ricostruire un rapporto forte con la città».
Da dove pensate di ripartire?
«Dalla necessità di ricostruire un partito che non sia più solo un partito degli eletti. Il Pd deve tornare a confrontarsi nel suo assieme».
Un lavoro complesso.
«Non c’è nessun partito a Castellammare capace di mettere in piedi una discussione di cinque ore. Noi l’abbiamo fatto con la prima assemblea convocata dopo lo scioglimento. Ho molta fiducia nel gruppo dirigente stabiese, ci sono intelligenze che per troppo tempo sono rimaste in panchina e alle quali ora chiederò di scendere in campo».
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Non crede che se cinque sindaci non sono riusciti a concludere il loro mandato consecutivamente, c’è una crisi più profonda della semplice diatriba interna al Pd?
«L’ultimo sindaco che è riuscito a chiudere il mandato è stato Salvatore Vozza nel 2010. Purtroppo è una crisi che riguarda la politica, le assemblee elettive e come vengono composte. Una crisi che dipende anche dall’indebolimento del tessuto produttivo della città, dell’industria, che ha dato spazio allo sfogo di un’economia dei servizi che è più permeabile».
Perché è più permeabile?
«Porta a formare un altro tipo di classe dirigente, meno autonoma, più legata al rapporto con le amministrazioni. Si tratta di un’emergenza democratica, prima ancora che politica».
Il Pd come pensa che si possa superare questa crisi?
«A metà settembre faremo un seminario, partendo dai punti fondamentali della relazione sullo scioglimento. L’obiettivo è quello di costruire e avanzare proposte, attraverso un confronto che coinvolga anche le nuove generazioni».
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Intanto il centrodestra ci sta andando giù pesante sul Pd dopo gli scioglimenti per camorra di Castellammare e Torre Annunziata.
«Ho ascoltato con orrore le parole del capogruppo di Fratelli d’Italia, Galeazzo Bignami, che addirittura era venuto a Castellammare assieme al suo fido Donzelli per incontrare una decina di esponenti del suo partito e denunciare “il sistema Pd”. Il punto è che noi le responsabilità ce le assumiamo tutte, ma non possiamo accettare lezioni da chi nega alla Procura le chat di Andrea Del Mastro e Mauro Caroccia, che è un condannato per mafia con il clan Senese. Tra l’altro chi ha letto la relazione sa che il livello di permeabilità era trasversale».
Mentre il Pd proverà a ricostruirsi, toccherà ai commissari straordinari amministrare. C’è il rischio che si blocchino progetti importanti per la città?
«Incontrerò i commissari a settembre e porterò le proposte del Pd. Ballano molti investimenti seri a Castellammare, a partire dalla ricostruzione dei rioni Savorito e Cmi, fino alla partita decisiva decisiva dei trasporti, passando dalla questione spiagge. C’è da fare molto sul Piano Urbanistico, chiudere la partita dell’ospedale e affrontare seriamente il tema Fincantieri, mettendo da subito in campo un’operazione finalizzata al ribaltamento a mare del cantiere. Come partito di governo offriremo la nostra piena e leale collaborazione ai commissari».