TALENTOPOLIS
17 agosto 2026
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Mario Attena, il piccolo scrittore che racconta il mondo attraverso le sue storie

A soli nove anni pubblica il suo primo libro “Assassino per noia”
Rita Inflorato

Ci sono storie che nascono dalla fantasia e altre che, attraverso la fantasia, provano a raccontare la realtà. Quella di Mario Attena appartiene a entrambe. Ha nove anni, arriva da Pimonte e ha già scritto il suo primo libro, “Assassino per noia”. Un titolo forte, quasi provocatorio, soprattutto se a pronunciarlo è un bambino. Ma dietro quelle pagine non c’è soltanto il desiderio di inventare una storia: c’è la curiosità di osservare il mondo, farsi domande e provare a comprenderlo.

Il video dell’intervista

È questo, forse, l’aspetto più sorprendente dell’incontro con Mario. A colpire non è soltanto il fatto che abbia scritto un libro così giovane. È la naturalezza con cui parla di temi che spesso sembrano troppo grandi persino per gli adulti.

Lo sguardo di un bambino sulla guerra

Nel suo libro Mario racconta la storia di un ragazzo che, senza obiettivi nella propria vita, arriva a compiere gesti estremi contro i suoi amici. Un racconto nato anche osservando ciò che accade nel mondo e ascoltando le notizie alla televisione. Ma quando gli chiediamo cosa pensi delle guerre e della violenza, la sua risposta cambia completamente prospettiva. Non cerca parole difficili. Non costruisce discorsi complicati. Dice semplicemente che vorrebbe «mettere fine alla violenza», soprattutto quella contro i bambini e le donne.
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In poche parole, Mario riesce a esprimere una considerazione che meriterebbe di essere ascoltata con attenzione anche dagli adulti. La guerra, vista attraverso gli occhi di un bambino, perde ogni possibile giustificazione astratta e torna a essere quello che è: violenza, dolore e paura. E proprio la sua genuinità rende ancora più forte il suo pensiero.

Mario parla anche delle leggi e di ciò che, secondo lui, non funziona. Dice di aver notato che accadono «cose brutte» e che alcune sono illogiche. È una riflessione semplice, ma profondamente significativa. Perché a nove anni non servono grandi parole per capire che certe cose non hanno senso. Basta guardarle con occhi ancora liberi da abitudini, interessi e giustificazioni. Forse è proprio questo che possiamo imparare dai bambini: la capacità di riconoscere l’assurdità della violenza senza aver bisogno di complicarla.

La fantasia che diventa un libro

La storia di Mario con la scrittura comincia molto prima della pubblicazione. Aveva appena quattro anni quando, spinto dalla sua fantasia, iniziò a realizzare piccoli libricini. Li conserva ancora oggi. Erano testi semplici, scritti con il linguaggio di un bambino, ma già rappresentavano il suo bisogno di mettere su carta ciò che immaginava.

Poi è arrivato “Assassino per noia”. Una storia nata quasi di getto, partendo da un primo prototipo che, grazie al lavoro con la casa editrice, è stato trasformato in un vero libro. Mario racconta di averlo scritto in poche settimane, mentre per la pubblicazione sono serviti alcuni mesi.

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Tra i personaggi, il suo preferito è Giacomo, diciottenne e protagonista di una parte importante della vicenda. Di lui Mario apprezza soprattutto lo «spirito guerriero» e il coraggio con cui cerca di scoprire la verità. Ma la scrittura non è l’unica sua passione. Mario ama anche leggere e si è appassionato alle avventure di Geronimo Stilton. E, mentre il suo primo libro conta quindici pagine, nella sua testa c’è già un nuovo progetto: un fantasy, questa volta più lungo.

Il coraggio di continuare a sognare

Intorno a Mario ci sono la sua famiglia e gli amici, che lo hanno sostenuto nel percorso. La famiglia, racconta, lo ha aiutato soprattutto a non sentire troppo la pressione, la tensione e l’ansia di un momento così importante. E poi c’è quella sensazione difficile da spiegare: avere finalmente tra le mani il proprio libro. Mario dice di essere stato soddisfatto, perché dopo tanto tempo aveva raggiunto qualcosa a cui teneva moltissimo.

A soli nove anni ha già trasformato una fantasia in qualcosa di concreto. Ma forse il suo traguardo più importante non è ancora il libro pubblicato. È aver scoperto così presto il valore della curiosità, della lettura e della scrittura. Perché una storia può nascere anche dalla noia. Ma può diventare molto di più quando dietro ci sono occhi curiosi, una mente libera e il coraggio di immaginare un mondo diverso. E Mario, con la semplicità dei suoi nove anni, sembra averlo già capito.