Castellammare. Scioglimento, gli 007: «Collasso istituzionale»
Quella di Luigi Vicinanza a Castellammare di Stabia è stata un’amministrazione vulnerabile, permeabile alle pressioni della criminalità organizzata e incapace…
Traballano le prime poltrone a Palazzo Farnese dopo lo scioglimento del Comune di Castellammare per infiltrazioni della criminalità organizzata. A un mese dal provvedimento del Consiglio dei ministri, che ha di fatto condannato la città ad almeno 18 mesi di commissariamento, la triade anticlan nominata dalla Prefettura e presieduta da Dario Caputo ha preso in mano e passato al setaccio il dossier redatto dalla commissione d’accesso. I primi provvedimenti, da quanto filtra, dovrebbero riguardare la rimozione dei dirigenti comunali nominati dall’ex sindaco Luigi Vicinanza. A rischio ci sono il capo dell’Ufficio tecnico Catello Gargiulo e il comandante della polizia municipale Francesco Del Gaudio.
Castellammare. Scioglimento, gli 007: «Collasso istituzionale»
Quella di Luigi Vicinanza a Castellammare di Stabia è stata un’amministrazione vulnerabile, permeabile alle pressioni della criminalità organizzata e incapace…
I loro nomi compaiono nel dossier che ha portato allo scioglimento dell’ente. Gli 007 del Viminale hanno infatti passato al setaccio la loro attività durante gli ultimi anni. Va precisato che la loro rimozione non è ancora ufficiale, dal momento che sull’albo pretorio dell’ente non è stata ancora pubblicata la determina. La decisione, però, sarebbe stata assunta il 21 agosto. Già dopo le rivelazioni sui primi contenuti delle oltre 400 pagine che hanno condannato Castellammare al secondo scioglimento consecutivo per camorra, aveva iniziato a circolare la voce di un possibile avvicendamento per Del Gaudio e Gargiulo. Nel dossier della commissione d’accesso sono infatti diversi i rilievi mossi nei confronti del loro operato, che, va precisato, non hanno però mai portato all’emissione di avvisi di garanzia nei loro confronti.
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A Catello Gargiulo, in particolare, viene contestato il ricorso eccessivo allo strumento dell’affidamento diretto. Negli ultimi due anni il dirigente ha firmato atti per conto del Comune affidando commesse per oltre sette milioni di euro. Una cifra considerata elevata e, conti alla mano, di gran lunga superiore rispetto a quella movimentata dai dirigenti degli altri settori dell’ente.Nel corso dell’attività della commissione d’accesso, Gargiulo è stato anche ascoltato dagli ispettori del Viminale.
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E proprio dalle sue dichiarazioni, secondo quanto emerge dal dossier, sarebbero state evidenziate alcune criticità legate al sistema degli affidamenti e al ricorso alle procedure dirette. A pesare sul quadro ci sarebbero inoltre alcune commesse, in alcuni casi anche di importo contenuto, finite a ditte ritenute vicine ad ambienti criminali, sebbene regolarmente inserite nella White List della Prefettura. Diverso il capitolo che riguarda Francesco Del Gaudio. Nel dossier che ha portato allo scioglimento viene contestata al comandante della polizia municipale la “mala gestio” di un episodio che coinvolge un agente in servizio al Comune.
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Il vigile avrebbe restituito a un soggetto ritenuto vicino al clan D’Alessandro una patente di guida precedentemente sequestrata, ricevendo in cambio due bigliardini. Una vicenda emersa nell’ambito dell’inchiesta antimafia Domino III e sulla quale sta procedendo la Procura di Torre Annunziata. Nel dossier di scioglimento vengono inoltre evidenziati, a carico del comandante, alcuni rapporti di parentela con persone a loro volta legate da vincoli familiari a esponenti della criminalità organizzata stabiese.
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La rimozione dei dirigenti nominati dall’amministrazione uscita di scena non sarebbe, peraltro, una novità. Come già accaduto dopo lo scioglimento della giunta guidata da Gaetano Cimmino, è una prassi che la gestione commissariale proceda alla sostituzione dei vertici amministrativi scelti dalle precedenti amministrazioni sciolte per camorra. Nei prossimi giorni le decisioni su Del Gaudio e Gargiulo dovrebbero diventare ufficiali. A settembre, invece, è atteso un nuovo intervento della triade anticlan. L’orientamento sarebbe quello di procedere a una rotazione dei dirigenti rimasti, redistribuendoli nei diversi settori dell’ente. I sostituti di Del Gaudio (che ovviamente resterà nell’organico dei vigili urbani ma non più da comandante) e Gargiulo saranno individuati con il supporto della Prefettura, nell’ambito del nuovo assetto organizzativo deciso dalla Commissione straordinaria.