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LA STORIA
27 agosto 2026
LA STORIA
Scoppio a Cassino, due migranti eroi salvano Carmine e Katia
La coppia originaria dell'Agro salvata da Condè e Diao
La tragedia a Cassino è stata evitata grazie all’intervento (provvidenziale) di due immigrati e a un imprenditore salernitano. Erano da poco passate le 8,40 di lunedì. Il boato li ha fatti voltare verso via Guado Santa Maria, dove Carmine Sirica di San Valentino Torio e la 40enne Katia Adinolfi di Nocera Superiore convivevano all’interno di un appartamento al secondo piano di una palazzina. Per un istante hanno visto soltanto il tetto di un’abitazione sollevarsi e poi una nuvola di polvere e detriti.
Erano nel piazzale della ditta dove lavorano, in via Casilina Nord a Cassino, ma davanti a quella scena Condé Mamady e Diao Aliou hanno smesso di pensare al lavoro e sono corsi verso la ferrovia. “Abbiamo visto il tetto saltare in aria e poi sentito delle grida disumane ed abbiamo misto un uomo completamente ustionato tra le macerie che chiedeva aiuto”, hanno raccontato. Hanno scavalcato i binari della Roma-Napoli e hanno raggiunto l’abitazione colpita dalla deflagrazione. Non sapevano quante persone ci fossero dentro ma hanno comunque deciso di entrare tra le macerie.
Condé Mamady ha 20 anni, è originario della Guinea e vive a Cassino. Diao Aliou ha 29 anni, viene dal Senegal e risiede a Cervaro, paese confinante. È in Italia da quattordici anni, è sposato ed è padre di quattro figli. Entrambi lavorano per una ditta specializzata nella produzione di tende da sole e teloni per camion Tir e lunedì mattina erano impegnati nel piazzale dell’azienda quando è avvenuta l’esplosione.
Il titolare, Alfonso Sica anche lui originario della provincia di Salerno, era con loro e racconta di averli visti partire immediatamente verso l’abitazione. “I due dipendenti hanno scavalcato la tratta ferroviaria Roma-Napoli con grande coraggio e si sono arrampicati tra le macerie. Hanno avuto un coraggio che non vi so spiegare, io li ho seguiti a ruota”, racconta.Tra i detriti hanno trovato due persone gravemente ustionate, la coppia di sanitari dell’Agro nocerino coinvolta nell’esplosione, e sono riusciti a raggiungerla e a portarla fuori dall’abitazione.
La donna chiedeva acqua e, una volta raggiunta una zona sicura, Sica le ha dato da bere mentre venivano chiamati i soccorsi. Poi i due giovani stranieri sono tornati dentro. Pensavano che potessero esserci altre persone. Più volte hanno attraversato quelle macerie cercando qualcuno che potesse essere rimasto intrappolato. Nella parte posteriore dell’abitazione, rimasta fortunatamente meno interessata dalla deflagrazione, hanno trovato un anziano che si trovava nella propria camera da letto, completamente paralizzato dalla paura e sotto shock. Anche lui è stato portato fuori.
“Il loro scopo era riuscire a tirare fuori da quel cumulo di macerie più persone possibili”, spiega Sica. “Hanno creduto infatti che non ci fossero solo i due feriti”. È soprattutto questo aspetto a colpire nel racconto del datore di lavoro: i due ragazzi non hanno mai avuto la certezza che all’interno ci fossero altre persone, ma hanno continuato a cercare proprio perché temevano che qualcuno potesse essere rimasto sotto i detriti. Sica li conosce come lavoratori e li descrive così: “Sono onesti, ligi al dovere e soprattutto grandi lavoratori”.
La mattina del 24 agosto, però, Condé Mamady e Diao Aliou hanno fatto qualcosa che non rientrava nei loro compiti. Hanno visto un’abitazione devastata, hanno capito che potevano esserci persone in pericolo e hanno attraversato la ferrovia per andare a cercarle, salvarle e allertare i soccorsi. Le condizioni di Sirica e della compagna Adinolfi sono gravi ma stazionarie. “Sono intubati e non perdiamo la speranza”, dicono amici e familiari presenti al Sant’Eugenio da lunedì mattina.

