«Mi unisco alle parole di mio fratello Antonio». Poi lo sfogo, affidato ai social, dopo giorni in cui il dolore…
LA TRAGEDIA DI GRAGNANO
31 agosto 2026
LA TRAGEDIA DI GRAGNANO
Gragnano | Morta tra le fiamme, nonna Gena uccisa dopo un litigio
I dettagli sull'inchiesta dell'omicidio di Gena Totaro. Questa mattina l'udienza della convalida del fermo per la figlia Francesca Buonopane.
Negli ultimi tempi litigavano spesso. Discussioni diventate frequenti tra madre e figlia, fino all’ultimo scontro, quello della mattina di venerdì, poche ore prima che le fiamme avvolgessero l’abitazione di via Vittorio Veneto, a Gragnano, e uccidessero Gena Totaro, 75 anni. È uno degli elementi che emergono dalle quattro pagine del decreto di fermo firmato dal pm Matteo De Micheli a carico della figlia della vittima, Francesca Buonopane, 53 anni, accusata di omicidio e tentato incendio.
La donna ha raccontato agli investigatori di avere tagliato con un paio di forbici il tubo del gas che collegava una bombola alla cucina. Prima, secondo quanto riferito dalla stessa 53enne, aveva compiuto un gesto analogo con il tubo di una stufa.
Ma quella prima azione non sarebbe stata sufficiente a provocare l’incendio: la bombola, ha spiegato la donna, era infatti semi piena. Poi sarebbe intervenuto il secondo tubo, quello collegato alla cucina. Il gas fuoriuscito avrebbe quindi alimentato le fiamme che hanno investito l’appartamento e raggiunto Gena.
È un racconto che il pubblico ministero definisce non del tutto lineare e che, proprio per questo, dovrà essere sottoposto a una serie di verifiche. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire ogni passaggio, confrontando le dichiarazioni della donna con i rilievi effettuati nell’abitazione e con gli elementi tecnici raccolti dopo l’incendio.
Tra gli elementi finiti agli atti c’è anche un segno di strattonamento riscontrato sul braccio della figlia. Un particolare che dovrà essere collocato nella sequenza degli avvenimenti e che potrebbe aiutare gli investigatori a comprendere cosa sia accaduto nelle ore precedenti all’incendio. La mattina, infatti, ci sarebbe stato l’ultimo litigio tra madre e figlia.
Poi la situazione sarebbe precipitata fino al gesto raccontato dalla 53enne agli inquirenti. E c’è soprattutto il capitolo delle voci. Francesca Buonopane ha riferito di averle sentite e di essere stata spinta proprio da quelle voci a compiere quanto poi accaduto. Un elemento che apre un interrogativo sulle sue condizioni psichiche.
L’avvocato Aldo D’Apuzzo, che assiste la donna, chiederà una perizia psichiatrica nel corso dell’udienza di convalida dell’arresto in programma questa mattina al tribunale di Torre Annunziata di fronte al gip Emanuela Cozzitorto. Sarà necessario stabilire se e in quale misura le condizioni della 53enne possano avere inciso sulla sua condotta.
Prevista per la giornata di oggi anche l’autopsia sul corpo della madre. La famiglia Buonopane, assistita dall’avvocato Emilio Longobardi, si è chiusa nel dolore. Proprio domani ricade l’anniversario della morte di Alessandro Cascone (nipote di Gena), il 13 enne che si suicidò nel 2022 perché tormentato dai bulli.
Francesca Buonopane risponde anche del reato di tentato incendio. Il rogo provocato dalla donna poteva infatti provocare una vera e propria strage. Le fiamme, dopo avere invaso l’abitazione, uscirono sul balcone e arrivarono a minacciare un’altra bombola di gas, questa volta piena. Se il fuoco avesse raggiunto quel contenitore, le conseguenze avrebbero potuto essere drammatiche per l’intero edificio e per le persone presenti nella zona.
A evitare il peggio furono, nelle prime fasi, un passante. L’uomo, utilizzando i secchi dell’immondizia riempiti d’acqua, ha spento le fiamme prima dell’arrivo dei soccorsi salvando di fatti un intero condominio.

