Gragnano | Morta tra le fiamme, la figlia Katia: «Non trasformate il nostro dolore in uno spettacolo»
LA TRAGEDIA DI GRAGNANO
30 agosto 2026
LA TRAGEDIA DI GRAGNANO

Gragnano | Morta tra le fiamme, la figlia Katia: «Non trasformate il nostro dolore in uno spettacolo»

La figlia della 75enne uccisa nell’incendio di Gragnano: «Non conoscete la nostra storia, rispettate nostra mamma». Domani l’udienza di convalida per Francesca Buonopane e l’autopsia sul corpo della vittima.
Michele De Feo

«Mi unisco alle parole di mio fratello Antonio». Poi lo sfogo, affidato ai social, dopo giorni in cui il dolore per la morte della madre si è mescolato alle ricostruzioni, alle accuse e ai commenti comparsi in rete. Katia Buonopane, figlia di Gena Totaro e madre di Alessandro Cascone, rompe il silenzio e chiede rispetto per la sua famiglia.

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Parole durissime, quelle pubblicate nelle ore in cui l’inchiesta sulla morte della 75enne ha portato all’arresto di Francesca Buonopane, sorella di Katia.  In un primo momento la vicenda sembrava quella di un tragico incidente domestico. Poi gli accertamenti dei carabinieri hanno portato a una svolta: la figlia Francesca Buonopane, 53 anni, ha raccontato agli investigatori di avere tagliato con un paio di forbici il tubo del gas che collegava una bombola alla cucina e di avere provocato le fiamme che hanno investito la madre.

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È in questo contesto che arrivano le parole di Katia, che sceglie di parlare non dell’inchiesta ma del dolore della famiglia e di quelle che definisce «cose gravissime, crudeli e completamente false» scritte in questi giorni sulla sua famiglia. «Persone che non ci conoscono, che non conoscono la nostra storia, il nostro amore e il legame profondo che ci univa a nostra mamma, si sono sentite autorizzate a giudicare, insinuare e puntare il dito», scrive. E aggiunge: «A parlare delle nostre vite come se fossero una storia da commentare, senza pensare nemmeno per un istante alle ferite che stavano infliggendo».

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Katia racconta il vuoto lasciato dalla morte della madre con poche parole: «Nostra mamma non c’è più». Una frase che, spiega, «da sola, è un dolore che non si riesce a spiegare». Il ricordo di Gena è quello di una presenza quotidiana, legata ai figli e ai nipoti, mentre adesso la famiglia deve fare i conti con un’assenza che si aggiunge a una ferita già profonda. Katia è infatti la madre di Alessandro Cascone, il ragazzino di 13 anni morto il primo settembre 2022. Una tragedia che aveva segnato profondamente la famiglia e la comunità di Gragnano.

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Nel suo messaggio, la donna torna proprio su quel dolore: «Noi siamo una famiglia già profondamente mutilata per sempre dalla perdita di nostro figlio e adesso stiamo cercando di sopravvivere ad un’altra perdita che ci ha strappato una parte dell’anima». E proprio Gena, nonna di Alessandro, aveva attraversato quella tragedia insieme alla famiglia. Un legame che Katia rivendica nel momento in cui chiede di non giudicare una storia familiare dall’esterno.

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«Non sapete chi siamo. Non conoscete il nostro rapporto, la nostra famiglia, il nostro amore per nostra mamma e non sapete cosa stiamo vivendo dentro le nostre case e nei nostri cuori», scrive ancora. Poi l’appello: «Per questo vi chiedo, con tutta la poca forza che mi è rimasta, di fermarvi». Non chiede comprensione per ciò che gli altri non hanno vissuto, ma soltanto rispetto. «Rispetto per nostra mamma, per la sua memoria, per noi figli e per una famiglia che sta cercando di affrontare un dolore immenso senza riuscire nemmeno a trovare le parole per raccontarlo».

 

Il messaggio si rivolge anche a chi, in questi giorni, ha scelto i social per commentare la vicenda: «Prima di scrivere, prima di giudicare, prima di condividere una cattiveria, ricordatevi che dall’altra parte ci sono persone vere». E ancora: «Ci sono figli che stanno piangendo la propria madre. Ci sono ferite che non si vedono, ma che ogni parola può riaprire». Poi il ringraziamento a chi, invece, ha scelto la vicinanza: «A chi invece ci è stato vicino con un messaggio, una preghiera, una parola sincera o anche soltanto con il silenzio e il rispetto, grazie».

 

Un affetto che, conclude Katia, «in mezzo a tanta crudeltà» è stato «una luce». Intanto l’inchiesta prosegue e domani sono previsti due passaggi importanti. Francesca Buonopane, detenuta nel carcere di Secondigliano, comparirà davanti al gip del Tribunale di Torre Annunziata, Emanuela Cozzitorto, per l’udienza di convalida del fermo. Nella stessa giornata sarà eseguita l’autopsia sul corpo di Gena, un accertamento che potrà fornire elementi utili a chiarire le cause e le modalità della morte.