Camorra | Ecco come e perchè è stato ammazzato il boss di Pimonte Raffaele Afeltra
C’era un silenzio gelido questa sera nella piazza di Pimonte. Poco dopo le 19, l’ora dell’agguato costato la vita al…





Le strade sono vuote a Pimonte, paese del comprensorio dei Monti Lattari, in provincia di Napoli, dove domenica sera è stato ammazzato il boss Raffaele Afeltra, 68 anni, pezzo da novanta del clan Afeltra-Di Martino-Gentile, la cosca che detiene in maniera monopolistica i business criminali dell’intera area che si estende da Lettere, passando per Gragnano, sino ad Agerola.
Camorra | Ecco come e perchè è stato ammazzato il boss di Pimonte Raffaele Afeltra
C’era un silenzio gelido questa sera nella piazza di Pimonte. Poco dopo le 19, l’ora dell’agguato costato la vita al…
Il pluripregiudicato è stato massacrato a colpi di fucile nei pressi di un suo terreno, in località Zappillo, mentre era in auto insieme al genero, un 35enne incensurato, graziato dai killer. Il giorno dopo l’omicidio eccellente del boss, la cittadinanza è ancora sotto choc. La paura collettiva è che si torni a sparare e che il delitto eccellente di Afeltra possa innescare una scia infinita di sangue. Anche per questo è in programma domani mattina una riunione convocata dal prefetto di Napoli, Michele di Bari, per pianificare controlli straordinari sul territorio.
Pimonte, torna la guerra di camorra: ucciso il boss Afeltra
Pimonte. Ucciso il boss Raffaele Afeltra, noto col soprannome di "Burraccione". Si torna a sparare tra le curve dei Monti…
Quello del 68enne pluripregiudicato è un delitto che ha lasciato spiazzate anche le forze dell’ordine. «’O Burraccione», così veniva soprannominato Afeltra negli ambienti della malavita, era considerato un intoccabile. Dietro l’omicidio del boss, però, potrebbero celarsi delle recenti frizioni legate ai nuovi equilibri della cosca ed emerse durante l’inchiesta che ha portato all’arresto dei presunti killer di Carmine Zurlo, il 29enne di Pimonte ucciso e fatto sparire nel marzo del 2022.
Pimonte, il boss Afeltra ammazzato nel suo terreno
Si trovava in una zona solitaria di Pimonte, Raffaele Afeltra, detto 'O Burraccione quando è stato avvicinato dai sicari, questa…
Dissidi sulle forniture di droga, un disaccordo sulle strategie criminali o liti per motivi economici: sono queste le piste che i carabinieri del Nucleo Investigativo di Torre Annunziata, coordinati dall’Antimafia, stanno battendo per ricostruire il contesto criminale nel quale è maturato il delitto. L’ipotesi più accreditata e segnata in rosso sui taccuini degli 007 è che l’eliminazione di Afeltra sia stata un’epurazione interna al clan Di Martino.
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Carmine Zurlo, 29 anni, è stato ammazzato e fatto sparire perchè avrebbe trattenuto per sé una quota da 130mila euro …
Troppi gli indizi che portano a questa prima conclusione, a partire dalla dinamica dell’omicidio. Dopo una detenzione ventennale per reati di camorra, nel 2019 si rese latitante per tre mesi, per poi consegnarsi al carcere di San Gimignano, a Siena, dove avrebbe dovuto scontare una condanna per tentata estorsione. Nel 2023 è poi tornato libero. Il suo nome compare a più riprese nell’inchiesta sull’omicidio di Carmine Zurlo, considerato un fedelissimo di Afeltra.
Per la Dda avrebbe avuto un ruolo nella decisione e nell’esecuzione, a cui sarebbe stato presente, dell’omicidio di suo nipote…
Da quanto ricostruito dall’Antimafia, il giovane sarebbe stato ammazzato perché avrebbe trattenuto per sé una parte di una quota estorsiva, circa 130mila euro, sottraendola alla cassa comune della cosca. In manette, nei mesi scorsi, sono finiti i presunti sicari, Antonio Chierchia e Raffaele Scarfato, mentre è indagato a piede libero l’altro boss di Pimonte, il 66enne Francesco Di Martino, zio di Zurlo.
ESCLUSIVA M+ | Il delitto di Pimonte. L'esecuzione di Carmine Zurlo sotto gli occhi di un pastore
«Me lo sogno tutte le notti a Carmine Zurlo: fugge dalla croce perché io potevo aiutarlo». E’ da questa frase…
Un delitto, quello del 29enne, maturato internamente al clan Afeltra-Di Martino, ma senza l’assenso di Raffaele Afeltra che, secondo gli investigatori, mai avrebbe autorizzato l’uccisione del ragazzo. Tuttavia, appare evidente che il ruolo di ’O Burraccione nel panorama criminale della zona fosse rimasto di primissimo piano. Una presenza «ingombrante», forse, almeno per chi, nello stesso ambito criminale, aveva e ha gli stessi interessi.
Pimonte. Filippo Sabatino ucciso mentre era alla guida
Questa notte, a Pimonte, nel Napoletano, in via Gesinella, Filippo Sabatino, un 33enne di Gragnano gia' noto alle forze dell'ordine,…
Chi ha trucidato Raffaele Afeltra, infatti, non ha avuto alcuna remora a farlo non lontano dalla sua casa, in via Gesinella, conoscendo evidentemente sin nei minimi dettagli le abitudini dell’uomo. Come la passione per l’allevamento degli animali — capre, pecore, cavalli — che allevava su un fondo di sua proprietà non molto distante da casa, in località Zappino. Il corpo di Raffaele Afeltra è stato ritrovato nella sua Panda verde 4×4, sul lato del passeggero.
Gragnano | Faida per la droga, riaperta l'inchiesta sugli affari dei Di Martino
Estorsioni, traffico di droga, armi, scommesse illegali e riciclaggio del denaro sporco nell’economia pulita: c’è una nuova inchiesta sugli affari…
In paese l’uomo veniva sempre accompagnato e scortato da tre autisti differenti, che si davano il cambio durante la giornata. Ieri sera l’auto era invece condotta dal genero del boss. L’uomo è stato già ascoltato, ma non ha dato informazioni utili agli investigatori. Stando alla ricostruzione degli 007, il commando, o il killer, ha atteso l’auto sino a una curva del sentiero che porta al terreno di Afeltra.
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Quanto vale la vita di un uomo? Per i narcos dei Monti Lattari 50mila euro. Tanto avrebbero incassato Aniello Mirante…
La vettura stava percorrendo la stradina per giungere sulla statale per Agerola. Appena la Panda ha attraversato l’ultima curva, il boss è stato ucciso. In quel momento l’autista ha fatto marcia indietro, finendo quasi fuori strada. I killer, o il killer, lo hanno graziato, dandosi poi alla fuga nei boschi. Almeno quattro i colpi di fucile, un calibro 12, sparati contro Afeltra. Alcuni di questi hanno completamente sfigurato il volto dell’uomo.
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L’ennesimo messaggio di sfida. Il boss doveva essere ucciso nel suo fortino, dove si sentiva più protetto, e soprattutto cancellato. Un agguato simile si verificò nel 2018, sempre tra Pimonte e Agerola. All’epoca si erano registrati dei contrasti tra i Gentile, imparentati con Afeltra, e Francesco Di Martino. «Zi Ciccio», da poco uscito dal carcere dopo una condanna ultraventennale, riuscì a sfuggire alla furia dei sicari, che uccisero il suo autista, Filippo Sabatino.
Gragnano | Il pentito accusa il narcos Di Martino: «Fornì le armi per gli agguati»
«Fabio Di Martino e Paolo Carolei ci fornirono le armi per compiere le missioni di morte contro i neimici del…
Quella di Afeltra è stata un’esecuzione in piena regola, con il «marchio» caratteristico degli agguati che negli ultimi anni hanno visto cadere, trucidati uno dietro l’altro, personaggi di spicco della criminalità dei Lattari: da Mario Cuomo, ’o Caniello, a Ciro Orazzo, da Tonino Di Lorenzo, ’o Lignammone, fino a Ciro Gargiulo, ’o Biondo. Raffaele Afeltra era un boss della «vecchia guardia», legato a doppio filo alla fazione di Mario Umberto Imparato, protagonista, tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90, della sanguinosa faida con i D’Alessandro.
Dopo la morte di Imparato, il boss, insieme ai cugini Leonardo, capo indiscusso del clan, ora ai domiciliari fuori regione, e Francesco Di Martino, aveva deciso di mettersi in proprio, fondando l’organizzazione criminale.