Castellammare. Discarica alle Terme, i commissari contro la Regione
Doveva rappresentare il simbolo della rinascita sanitaria dell’intero comprensorio, ma ad oggi si presenta ancora come una ferita aperta nel tessuto cittadino. Piazzale Terme di Stabia, l’area destinata ad ospitare il nuovo e moderno ospedale di Castellammare di Stabia – individuata a seguito della demolizione dell’ex Hotel delle Terme e della chiusura del complesso delle Nuove Terme –, è rimasta di fatto abbandonata a se stessa, trasformandosi nell’ennesimo monumento al degrado e all’inciviltà.
La discarica
Un vasto perimetro che, anziché trasformarsi nel cantiere della futura sanità cittadina, è divenuto bersaglio di incivili che vi sversano immondizia d’ogni genere, creando una vera e propria discarica abusiva a cielo aperto. Buste di plastica colme di scarti, cartoni, bottiglie, lattine e persino rifiuti ingombranti giacciono sparsi sul suolo. Una condizione di prolungata incuria che non solo deturpa gravemente il decoro urbano, ma genera forti preoccupazioni igienico-sanitarie per il concreto rischio di proliferazione di insetti nocivi e parassiti.
L’ordinanza dei commissari
A mettere un punto fermo su uno stato di emergenza ormai insostenibile è intervenuta la Commissione Straordinaria del Comune di Castellammare di Stabia. Con l’ordinanza commissariale firmata dal commissario Dario Caputo, l’ente locale ha adottato un provvedimento contingibile e urgente. La decisione scaturisce da un sopralluogo effettuato il primo settembre dal servizio ciclo integrato dei rifiuti, che ha accertato la presenza del deposito incontrollato di cumuli di spazzatura sul piazzale antistante l’ingresso delle Terme Nuove.
La Regione ha 7 giorni di tempo
Poiché l’area risulta di proprietà della Regione Campania – acquisita al patrimonio regionale nel febbraio 2024 a seguito del decreto di trasferimento del Tribunale di Torre Annunziata –, l’ordinanza ingiunge direttamente alla Direzione Generale del Demanio e Patrimonio di Palazzo Santa Lucia di intervenire «ad horas». La Regione avrà sette giorni di tempo dalla notifica per bonificare l’intero perimetro, rimuovere tutti i rifiuti presenti e ripristinare lo stato dei luoghi.
Il pugno duro
Qualora Palazzo Santa Lucia non dovesse rispettare i tempi, il Comune eseguirà la pulizia in danno dell’ente regionale, rivalendosi sui costi e segnalando l’inottemperanza alla magistratura. Una corsa contro il tempo per restituire decoro a un luogo chiave per la comunità, sperando che alle bonifiche segua presto l’avvio effettivo dei lavori per la costruzione del nuovo presidio ospedaliero.

