Le mani della camorra sul contrabbando di carburante: due arresti nel clan Mazzarella
L'INCHIESTA
7 settembre 2026
L'INCHIESTA

Le mani della camorra sul contrabbando di carburante: due arresti nel clan Mazzarella

Due persone in carcere per associazione finalizzata al contrabbando di prodotti energetici aggravata dal collegamento con il clan Mazzarella. Un terzo indagato per associazione camorristica si era rifugiato in Grecia: dopo un mese di latitanza si è costituito a Secondigliano.
Andrea Ripa

Il carburante viaggiava attraverso una rete di fornitori, depositi e distributori compiacenti. Poi finiva sul mercato campano senza passare, secondo l’accusa, dai normali canali fiscali. Un fiume di prodotti energetici che avrebbe consentito di sottrarre al fisco oltre 10 milioni di litri di carburante e generare un’evasione tra accise e Iva quantificata in circa 7,8 milioni di euro. Ma dietro quello che gli investigatori descrivono come un sistema organizzato per il contrabbando di prodotti energetici ci sarebbero anche contatti con il clan Mazzarella.

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È il quadro emerso da un’indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli e delegata ai finanzieri del Comando provinciale di Caserta, sfociata nell’esecuzione di un provvedimento del Tribunale del Riesame nei confronti di tre persone.Per due di loro è scattata la custodia cautelare in carcere con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata al contrabbando di prodotti energetici, con l’aggravante del collegamento con le attività del clan camorristico dei Mazzarella. Una terza persona è invece indagata per associazione di tipo camorristico riferita al sodalizio.Il provvedimento è diventato definitivo il 15 luglio, dopo che la Corte di Cassazione ha respinto i ricorsi presentati dalle difese.Due degli indagati erano già detenuti e hanno quindi ricevuto il provvedimento in carcere.

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Per il terzo, invece, la vicenda ha avuto un passaggio internazionale. L’uomo si era trasferito in Grecia rendendosi irreperibile. Nei suoi confronti è stato emesso un mandato di arresto europeo. Dopo circa un mese di latitanza, il 25 agosto, ha deciso di costituirsi nel carcere di Secondigliano.Al centro dell’inchiesta c’è un’organizzazione che, secondo la Dda, avrebbe costruito una vera filiera del carburante di contrabbando.I contatti sarebbero partiti da fornitori comunitari e nazionali dai quali il sodalizio avrebbe acquistato i prodotti energetici. Il carburante sarebbe stato quindi movimentato e successivamente immesso illecitamente in consumo attraverso depositi commerciali e distributori ritenuti compiacenti distribuiti sul territorio campano.

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Una struttura articolata, dunque, capace di muovere quantità enormi di prodotti energetici e di utilizzare una rete commerciale per farli arrivare direttamente sul mercato.Durante le indagini sono stati complessivamente sequestrati 133.796 litri di prodotti energetici. Ma è soprattutto il dato complessivo ricostruito dagli investigatori a fotografare le dimensioni del presunto business: oltre 10 milioni di litri di carburante sarebbero stati sottratti al pagamento delle imposte attraverso il cosiddetto consumo in frode.Un buco per l’erario quantificato in circa 7,8 milioni di euro, considerando accise e Iva.E il sistema, secondo quanto emerso dagli accertamenti, non si sarebbe fermato al carburante.

Gli investigatori hanno infatti individuato anche una seconda direttrice dell’attività: la creazione e la successiva cessione fittizia di crediti fiscali. Crediti che sarebbero derivati da dichiarazioni Iva fraudolente e che avrebbero avuto un valore complessivo superiore ai 6 milioni di euro.È in questo scenario che gli inquirenti hanno individuato i punti di contatto con soggetti ritenuti organici al clan Mazzarella. Una circostanza che, secondo la ricostruzione della Dda, avrebbe collegato la struttura dedita al contrabbando alla più ampia rete di interessi del sodalizio camorristico.

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Un’inchiesta che mette così insieme due mondi apparentemente distinti ma che, secondo gli investigatori, avrebbero trovato un punto di incontro: da una parte il traffico illecito di carburante, dall’altra la criminalità organizzata.Il provvedimento cautelare, diventato definitivo dopo il pronunciamento della Cassazione, segna ora una nuova fase dell’indagine. Restano da ricostruire fino in fondo i rapporti, i ruoli e i flussi economici di quello che gli investigatori descrivono come un sistema capace di muovere milioni di litri di carburante e milioni di euro di imposte sottratte al fisco.E con un’ombra precisa sullo sfondo: quella del clan Mazzarella.