Napoli, extra-alberghiero, Forza Italia boccia la delibera: «Più controlli, meno automatismi»
LO SCONTRO POLITICO
14 Settembre 2026
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Napoli, extra-alberghiero, Forza Italia boccia la delibera: «Più controlli, meno automatismi»

Il gruppo consiliare di Forza Italia a Napoli si schiera contro
Giovanna Salvati

“Il nodo è governare la crescita dell’extra-alberghiero senza lasciare che la progressiva perdita di residenzialità cambi il volto dei quartieri e senza introdurre nuovi limiti prima di avere costruito un sistema di controlli davvero efficace”. È su questa linea che Forza Italia vota no alla delibera 374, contestando non la necessità di regolamentare il settore, ma gli strumenti scelti dall’amministrazione.

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A esprimere la posizione degli azzurri in Consiglio comunale sono stati Salvatore Guangi, capogruppo di Forza Italia, Iris Savastano e Gennaro Demetrio Paipais. Per i tre consiglieri, la difesa della residenzialità resta una priorità, ma non può tradursi in un meccanismo che limiti le nuove aperture senza avere prima una fotografia completa delle attività già presenti.

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«Siamo favorevoli alle regole e alla difesa della residenzialità, ma riteniamo che questa non sia la soluzione giusta», hanno sottolineato i consiglieri, mettendo al centro una questione che considerano preliminare: i controlli.Secondo Forza Italia, prima di introdurre nuovi limiti alle aperture occorre conoscere con precisione ciò che già esiste sul territorio. Quante sono le strutture effettivamente operative, quante risultano autorizzate, quante invece abusive, se vengono rispettate le destinazioni d’uso, le condizioni di sicurezza e se le banche dati restituiscono davvero la situazione presente negli immobili.È soprattutto il meccanismo del 70 per cento da destinare a residenza e del 30 per cento agli altri usi, calcolato sul singolo edificio, a non convincere gli azzurri. Per Forza Italia la pressione turistico-ricettiva non può essere letta palazzo per palazzo, ma va misurata sul territorio.«Porto non è San Lorenzo. San Giuseppe non è Stella. Chiaia non è Posillipo. Le dinamiche sono profondamente differenti e non possono essere governate tutte attraverso la stessa percentuale applicata indistintamente a ogni fabbricato».

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Da qui la proposta di spostare il criterio dal singolo stabile al quartiere, costruendo un indice dinamico capace di tenere insieme pressione turistica e tensione abitativa. Non soltanto metri quadrati, dunque, ma canoni di locazione, redditi, sfratti, sovraffollamento e disponibilità effettiva di abitazioni.C’è poi il capitolo delle modalità applicative. Forza Italia chiede cosa accadrà quando un’attività cesserà, quando una quota tornerà disponibile e chi avrà diritto a utilizzarla nel caso di più richieste contemporanee. Questioni che, secondo i consiglieri azzurri, non possono essere rinviate a un provvedimento successivo.

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Sul fondo resta il tema più ampio della casa. Per Guangi, Savastano e Paipais la crisi abitativa di Napoli non può essere affrontata soltanto attraverso il freno alle nuove strutture extra-alberghiere. Servono anche il recupero degli alloggi ERP, la rimessa sul mercato del patrimonio pubblico inutilizzato, incentivi ai contratti di locazione di lunga durata, maggiori garanzie per i proprietari e un contrasto più efficace alle strutture abusive.«Il nostro voto contrario non è un voto contro le regole».

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È il punto politico ribadito dagli azzurri, che considerano la soluzione insufficiente e non adeguatamente strutturata per affrontare un problema così complesso.La linea di Forza Italia resta dunque quella di una regolamentazione diversa: più controlli e meno divieti preventivi, una soglia territoriale riferita al quartiere e alla sua reale capacità di assorbire la pressione turistico-ricettiva e un sistema chiaro per monitorare aperture, cessazioni e variazioni. Perché, sostengono i consiglieri, regolamentare significa governare un fenomeno, non semplicemente limitarlo.