Fiume Sarno, stretta sugli scarichi dei pm di Nocera: il bilancio della procura
AMBIENTE
18 settembre 2026
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Fiume Sarno, stretta sugli scarichi dei pm di Nocera: il bilancio della procura

Oltre 20 aziende e siti produttivi controllati dalla task force coordinata dalla Procura di Nocera Inferiore. Sequestrate aree aziendali e rifiuti, anche pericolosi. Nuovi controlli già programmati.
Andrea Ripa

Il Sarno finisce ancora una volta sotto la lente della magistratura. Ma questa volta il bilancio dei controlli racconta soprattutto una stretta sui siti industriali e civili che insistono lungo il bacino del fiume e dei suoi affluenti: oltre 20 obiettivi ispezionati, circa 8.500 metri quadrati di aree aziendali sequestrate e quasi 3 tonnellate di rifiuti, compresi materiali classificati come pericolosi, finiti sotto sequestro. È il risultato dell’attività portata avanti negli ultimi mesi dalla task force interforze coordinata dalla Procura della Repubblica di Nocera Inferiore, nell’ambito del protocollo d’intesa sottoscritto il 17 dicembre 2025 tra le Procure generali di Napoli e Salerno e le Procure della Repubblica territorialmente competenti.

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In campo ci sono Carabinieri, Guardia di Finanza, Capitaneria di Porto, Arpac Campania e Ispra, impegnati in un’attività di controllo che punta a passare al setaccio l’intero sistema che ruota intorno al fiume. Non soltanto gli scarichi. I controlli riguardano infatti le aziende, la rete fognaria, gli impianti di depurazione e i siti produttivi distribuiti lungo il corso del Sarno e dei suoi affluenti. L’obiettivo è individuare e bloccare eventuali fonti di contaminazione prima che possano riversarsi nel sistema fluviale. Un’azione capillare che, secondo la Procura, non si è ancora conclusa.

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Anzi, nei prossimi giorni sono già previsti nuovi controlli mirati su altri obiettivi considerati sensibili lungo l’asse del fiume. L’attività investigativa e ambientale proseguirà dunque con ulteriori verifiche, con l’obiettivo di intercettare tempestivamente eventuali fenomeni di sversamento illecito e di inquinamento. Nel frattempo, dai primi risultati delle analisi arriva un segnale considerato positivo. Secondo quanto comunicato dalla Procura di Nocera Inferiore, le analisi chimiche e biologiche effettuate sulle acque del Sarno starebbero evidenziando un miglioramento dell’indice di inquinamento. Un dato che viene collegato all’attività di contrasto messa in campo negli ultimi mesi, anche se il monitoraggio dovrà naturalmente proseguire per verificare la tenuta dei risultati nel tempo.

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Il bilancio racconta comunque una pressione crescente sui territori attraversati dal Sarno. Ventidue, trenta o quaranta anni di emergenza ambientale non si cancellano in pochi mesi, ma il cambio di passo passa anche dalla capacità di individuare le fonti degli sversamenti, sequestrare le aree irregolari e intervenire prima che i rifiuti e gli scarichi finiscano nel fiume. La task force continuerà quindi a muoversi lungo l’asse del Sarno. Altri siti saranno sottoposti a verifica nei prossimi giorni, mentre proseguiranno campionamenti e analisi per capire se il segnale emerso finora potrà consolidarsi.

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Per il fiume che per decenni è stato il simbolo dell’emergenza ambientale in Campania, la partita resta aperta. Ma la Procura segnala ora i primi indicatori di un miglioramento delle acque, mentre sul territorio continua la caccia alle possibili fonti di inquinamento.