Castellammare | Sequestrata e stuprata: «Ha vissuto l'inferno vincendo le sue paure»
Un calvario durato oltre tre ore nel buio di una cantina in via Alcide De Gasperi a Castellammare di Stabia,…
Dalla strada sono rientrati in quel palazzo di via Alcide De Gasperi a Castellammare di Stabia. Poi hanno percorso una rampa di scale e sono arrivati di fronte alla cantina dove, il 3 agosto scorso, si sarebbe consumato l’orrore. Venerdì pomeriggio, fino a tarda serata, i carabinieri della compagnia di Castellammare, coordinati dal pm della Procura di Torre Annunziata Ugo Spagna, hanno effettuato un sopralluogo nello scantinato in cui una ventiduenne di Santa Maria la Carità sarebbe stata violentata da un giovane di 26 anni.
Castellammare | Sequestrata e stuprata: «Ha vissuto l'inferno vincendo le sue paure»
Un calvario durato oltre tre ore nel buio di una cantina in via Alcide De Gasperi a Castellammare di Stabia,…
Quella dell’ispezione è il primo step cruciale dell’inchiesta che lunedì scorso ha portato all’arresto di Romolo R., incensurato, su cui pendono accuse gravissime: violenza sessuale, sequestro di persona e lesioni. Presente all’ispezione anche il legale del giovane, l’avvocato Andrea Paolillo. L’accertamento si sarebbe reso necessario anche in seguito alle dichiarazioni rese dall’indagato durante l’interrogatorio di garanzia che si è mercoledì mattina nel carcere di Poggioreale a Napoli, dove si trova attualmente recluso.
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Il ventiseicenne ha risposto per oltre due ore alle domande del giudice per le indagini preliminari Maria Concetta Criscuolo, fornendo una ricostruzione opposta a quella presentata dalla ragazza ai carabinieri di Sant’Antonio Abate al momento della denuncia. Il giovane ha infatti ammesso di aver avuto un rapporto sessuale, sostenendo tuttavia che la ragazza fosse consenziente.
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Muniti di torce e taccuini, i carabinieri hanno annotato ogni minimo dettaglio per verificare la corrispondenza tra lo stato dei luoghi e le descrizioni fornite dalla vittima. Nel mirino della Procura sono finite in particolare due travi di legno di circa due metri — con cui l’aggressore avrebbe immobilizzato la ragazza — e il termosifone utilizzato per sbarrare l’unica via di fuga dallo scantinato, rimasto sotto sequestro dal giorno dell’arresto di Romolo R.. Tutti i reperti sono stati catalogati e saranno sottoposti a perizia.
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Il prossimo passaggio giudiziario potrebbe essere il ricorso della difesa (si sta ancora valutando) al Tribunale del Riesame, che dovrà pronunciarsi sulle esigenze cautelari e sulla sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza. Nel frattempo le indagini proseguono per far luce su quanto accaduto in quella cantina. Allo stato attuale, il quadro probatorio raccolto dalla Procura si fonda sulla testimonianza della vittima (ritenuta credibile e lineare dal gip), sulle dichiarazioni degli amici con cui la giovane si è confidata, sui dati emersi dagli screenshot delle conversazioni WhatsApp e Instagram precedenti all’incontro, e sul referto del pronto soccorso.
L’accesso all’ospedale San Leonardo è avvenuto la sera successiva ai fatti: i medici avrebbero riscontrato tracce compatibili con la violenza sessuale e steso una prognosi di 7 giorni per le lesioni riportate. Al centro delle indagini anche il comportamento del ventiseienne dopo l’accaduto, che nelle ore successive alla violenza avrebbe bloccato la ragazza sui social per interrompere ogni contatto.
Secondo la tesi dell’accusa, i due — dopo essersi conosciuti online — si sarebbero dati appuntamento nei pressi dell’abitazione del giovane per poi scendere nella cantina di un palazzo di via De Gasperi. Con la scusa di illuminare il tragitto, il ragazzo si sarebbe fatto consegnare lo smartphone dalla ventiduenne per poi intrappolarla e abusare di lei. La sera stessa la giovane si è confidata con un amico che l’ha indirizzata al Centro Antiviolenza di Gragnano, struttura che ora la sta assistendo attraverso l’avvocato Marica Langella.
Il legale Andrea Paolillo, difensore del giovane, ha riferito in una nota che «Il 26enne ha prestato piena collaborazione, rispondendo alle domande che gli sono state poste e fornendo, ulteriori elementi e informazioni ritenuti di interesse ai fini dell’accertamento dei fatti. La Procura ha ritenuto opportuno procedere con un’ulteriore attività investigativa. La difesa intende sottolineare come l’atteggiamento assunto dell indagato sia stato improntato alla massima disponibilità e collaborazione, nella convinzione che un completo accertamento dei fatti possa contribuire a chiarire ogni aspetto della vicenda. Ogni valutazione dovrà necessariamente essere effettuata all’esito degli ulteriori accertamenti, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza».