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Sigilli alle aree dello stabilimento, macchinari sequestrati e rifiuti finiti sotto sequestro. È il risultato dei controlli eseguiti in un’azienda conserviera di Sarno nell’ambito delle attività di monitoraggio ambientale nel bacino del fiume Sarno. Le verifiche sono andate avanti per diversi giorni e hanno visto impegnati i militari della Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza di Salerno, del Reparto Territoriale dei Carabinieri di Nocera Inferiore e del NIPAAF del Gruppo Carabinieri Forestale di Salerno. L’attività è stata coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Nocera Inferiore, con il supporto tecnico di ARPA Campania e ISPRA. Durante gli accertamenti sarebbero emerse violazioni della normativa ambientale. Da qui la decisione di procedere al sequestro preventivo di alcune aree e di macchinari aziendali, ritenuti pertinenti agli illeciti contestati, oltre che di diverse tipologie di rifiuti.
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Un provvedimento che ha avuto conseguenze immediate anche sul funzionamento dello stabilimento. Il sequestro, infatti, ha determinato una rilevante limitazione dell’attività produttiva dell’azienda conserviera. Al centro delle contestazioni ci sono, in particolare, gli scarichi e la gestione dei rifiuti. Secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbero state scaricate acque reflue industriali senza la prescritta autorizzazione. Una contestazione che rientra nell’articolo 137 del decreto legislativo 152 del 2006, la normativa di riferimento in materia ambientale.
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Gli investigatori contestano inoltre la gestione non autorizzata di rifiuti, ipotesi prevista dall’articolo 256 dello stesso decreto legislativo. Proprio la presenza di diverse tipologie di rifiuti avrebbe portato al sequestro di parte delle aree e delle strutture considerate collegate alle violazioni. L’operazione si inserisce nel più ampio dispositivo di controllo sul bacino del Sarno, un territorio da tempo al centro delle attività investigative e di monitoraggio ambientale. L’obiettivo è individuare eventuali fonti di contaminazione e verificare il rispetto delle prescrizioni ambientali da parte delle attività produttive che operano lungo il corso del fiume e dei suoi affluenti.
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Per l’azienda conserviera di Sarno il provvedimento comporta, almeno in questa fase, una significativa riduzione delle possibilità operative. Le aree e i macchinari sottoposti a sequestro resteranno infatti al centro degli ulteriori accertamenti dell’autorità giudiziaria.Il procedimento si trova comunque nella fase iniziale. Il provvedimento cautelare può essere impugnato e le contestazioni formulate nei confronti dell’azienda non rappresentano un accertamento definitivo di responsabilità. Saranno i successivi passaggi giudiziari a stabilire la fondatezza delle accuse e l’eventuale responsabilità degli interessati.