Silenzio, dolore e un’angoscia devastante che soffoca anche il respiro. Nella casa di Piano di Sorrento le serrande restano abbassate,…
LA TRAGEDIA AL SAN LEONARDO
13 ottobre 2026
LA TRAGEDIA AL SAN LEONARDO
Castellammare | Bimbo e mamma morti in ospedale, svolta nell’inchiesta: ci sono 10 indagati
Svolta nell'inchiesta sulla morte di Greta Astarita e del piccolo Nicolò. Domani il conferimento dell'incarico per l'autopsia al medico legale.
Dieci medici indagati, ecco la prima svolta nell’inchiesta sulla tragica scomparsa di Greta Astarita e del suo bambino, il piccolo Nicolò, morto mezz’ora dopo essere nato. La Procura della Repubblica di Torre Annunziata, guidata dal procuratore Nunzio Fragliasso e dal pm Vincenzo Lanni, ha notificato i provvedimenti nell’ambito del fascicolo aperto per duplice omicidio per colpa medica. Oggi negli uffici del palazzo di giustizia verrà conferito l’incarico al medico legale per effettuare l’autopsia sui due corpi.
Sotto la lente degli inquirenti sono finiti i sanitari che hanno avuto in cura la trentatreenne nelle sue ultime, drammatiche ore tra i presidi di Vico Equense e dell’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia, ma anche gli specialisti e i medici che l’avevano seguita nei controlli di routine durante le settimane precedenti al decesso. Quella dell’iscrizione nel registro degli indagati è un atto dovuto per consentire la nomina dei consulenti di parte in vista dell’autopsia che sarà eseguita con molta probabilità nella giornata di domani.
Greta Astarita, 33 anni, viveva a Piano di Sorrento ed era molto conosciuta per la sua attività di istruttrice di Pilates in una palestra di Meta. La donna era al settimo mese di gravidanza e ha lasciato un compagno e una figlia di 5 anni. La tragedia ha avuto inizio nella serata di venerdì, quando la 33enne inizia ad accusare un forte dolore all’inguine. Intorno alle 20 si rivolge, da quanto raccontato dai parenti della vittima, prima al presidio ospedaliero di Vico Equense per poi essere indirizzata all’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia, dove giunge alle 20:40. Accolta nel reparto di Ginecologia, viene sottoposta ai controlli del caso e successivamente dimessa.
Una volta rientrata a Piano di Sorrento, la situazione precipita nel giro di poche ore. Attorno alle 23 Greta viene colta da un improvviso malore e perde conoscenza davanti ai familiari. Scatta la chiamata ai soccorsi e il trasporto d’urgenza in ambulanza di nuovo al San Leonardo, dove l’ingresso avviene in codice rosso e in stato di shock. Alle 23:30 i medici decidono di far nascere il piccolo Nicolò, ma le condizioni del neonato appaiono subito disperate e il bambino muore circa trenta minuti dopo la nascita. La madre viene subito trasferita nel reparto di Rianimazione, dove i medici tentano di stabilizzarla; alle 14 di sabato, tuttavia, ne viene constatato il decesso.
Tra le ipotesi cliniche avanzate finora figura quella di una embolia polmonare, che potrebbe spiegare sia il dolore iniziale sia l’improvviso collasso. Le indagini sono condotte dagli agenti del commissariato di Polizia di Castellammare di Stabia, guidati dal primo dirigente Francesco Cerciello, che hanno proceduto al sequestro di tutte le cartelle cliniche e della documentazione sanitaria relativa sia all’accesso in ospedale sia ai controlli della gravidanza effettuati nelle settimane precedenti.
Parallelamente alla magistratura, anche l’Asl Napoli 3 Sud ha avviato un’ispezione interna per verificare la correttezza dei protocolli assistenziali adottati. Attraverso il legale di famiglia, i parenti della 33enne hanno chiesto il rispetto del silenzio stampa, affidando l’accertamento dei fatti al lavoro degli inquirenti. Intanto nel quartiere dove la donna viveva in residenti sono ancora sotto choc. Greta Astarita era ben voluta e amata da tutti. Dopo l’esecuzione dell’autopsia le salme della donna e del bimbo saranno liberate per i funerali.

