Castellammare | L’Odissea di Greta e Nicolò per salvarsi la vita, i familiari: «Ora vogliamo la verità»
LA TRAGEDIA AL SAN LEONARDO
12 ottobre 2026
LA TRAGEDIA AL SAN LEONARDO

Castellammare | L’Odissea di Greta e Nicolò per salvarsi la vita, i familiari: «Ora vogliamo la verità»

Il legale della famiglia di Greta e Nicolò: «Fiducia nei Pm». La donna ha lasciato un compagno e una figlia di 5 anni
Michele De Feo

Silenzio, dolore e un’angoscia devastante che soffoca anche il respiro. Nella casa di Piano di Sorrento le serrande restano abbassate, mentre dentro si consuma la tragedia di una famiglia spezzata in poche ore. La madre di Greta non si dà pace, stretta nel ripercorrere con la mente ogni istante di quella sera maledetta; il compagno si aggira tra le stanze trascinando il peso sordo di un futuro spazzato via all’improvviso, tra quei vestitini già sistemati nell’armadio per l’arrivo imminente del piccolo. Poco distante, la loro prima bimba di appena 5 anni chiede della mamma e del fratellino che attendeva con tanta gioia, senza poter comprendere del tutto l’abisso in cui è sprofondata la sua casa.

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I familiari di Greta Astarita, la donna di 33 anni deceduta all'ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia a causa…

Accanto a loro c’è anche il nonno, il papà del giovane compagno di Greta, colto da una disperazione composta ma tagliente, incapace di trovare risposte di fronte a due vite volate via insieme. In questo strazio composto, tutti hanno scelto di chiudersi in un isolamento dignitoso. Intanto, lungo le strade del quartiere dove la trentatreenne era amata e conosciuta da tutti, si cammina a passo lento e il sgomento si trasforma in un mormorio collettivo: tra la gente che si incrocia si sussurra un solo coro accorato, un’unica invocazione che risuona forte nel silenzio, «verità e giustizia per Greta e per il piccolo Nicolò».

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Si sarebbe dovuto chiamare Nicolò. Era il nome scelto per il bambino che Greta Astarita, 33 anni, residente a Piano…

Proprio per tutelare questa ferita aperta e scongiurare il rischio che la tragedia si trasformi in uno spettacolo mediatico, i familiari di Greta Astarita hanno deciso di prendere una posizione ufficiale e rigorosa. A darne voce è il legale della famiglia, l’avvocato Ivan Giannino, attraverso una nota inviata agli organi di informazione. I parenti della giovane donna «intendono comunicare la propria volontà di non rilasciare alcuna dichiarazione, intervista o commento agli organi di informazione». «In questo momento di immenso e inaccettabile dolore — sottolinea l’avvocato Giannino — la priorità assoluta della famiglia è il rispetto della memoria dei propri cari e la tutela della propria riservatezza». Nel comunicato si rivolge «un accorato appello a tutti i media, alle redazioni giornalistiche e ai singoli professionisti dell’informazione, chiedendo l’immediato rispetto del silenzio stampa. Si richiede espressamente di evitare qualunque forma di speculazione, assembramento nei pressi delle abitazioni private o insistenza mediatica».

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C’era un corredino preparato con amore, tutine bianche riposte con cura e piccoli calzini pronti ad accogliere i piedini di…

Una linea di fermezza dettata dal desiderio di proteggere una famiglia distrutta e dalla piena fiducia nelle istituzioni: «La famiglia — prosegue il legale — ripone la massima fiducia nell’operato della magistratura e delle forze dell’ordine, ritenendo che la verità e la giustizia debbano essere accertate esclusivamente nelle sedi istituzionali preposte. Il rischio di un processo mediatico parallelo, alimentato da indiscrezioni o ricostruzioni parziali, non farebbe che amplificare il dramma che i parenti si trovano già ad affrontare. Si confida nella sensibilità, nella deontologia professionale e nel senso di responsabilità di tutti i giornalisti affinché questa richiesta venga accolta e rispettata senza eccezioni. I familiari comunicano fin da ora che non seguiranno ulteriori note e che non verranno autorizzati portavoce non ufficiali».

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C’era un corredino già pronto, adagiato con cura sul letto di una casa a Piano di Sorrento. C’erano quelle tutine…

Nel frattempo, sul fronte giudiziario, l’inchiesta prosegue spedita. La Procura della Repubblica di Torre Annunziata, sotto la guida del procuratore Nunzio Fragliasso e del pm Vincenzo Lanni, ha aperto un fascicolo per duplice omicidio per colpa medica. Nella giornata di ieri pomeriggio è stato ufficialmente conferito l’incarico al medico legale che dovrà eseguire l’esame autoptico sulle salme della donna e del piccolo.

 

Si tratta di un passaggio chiave e formale: in mattinata, come atto dovuto per consentire la nomina dei propri consulenti di parte, dovrebbero essere notificati i primi avvisi di garanzia destinati al personale sanitario coinvolto nella catena dell’assistenza. La vicenda si è consumata nel giro di pochissime ore, tra la serata di venerdì e il pomeriggio di sabato. Greta Astarita, residente a Piano di Sorrento e nota per il suo lavoro di istruttrice di Pilates in una palestra di Meta, era al settimo mese di gravidanza. A casa era già tutto pronto per l’arrivo del piccolo, che si sarebbe dovuto chiamare Nicolò.

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«Vogliamo giustizia, chi ha ucciso nostro figlio deve pagare. Salvatore doveva nascere vivo, doveva essere un giorno di immensa gioia…

Venerdì sera la 33enne inizia ad accusare un forte dolore all’inguine. Preoccupata, si sarebbe rivolta alle 20:00 circa prima all’ospedale di Vico Equense e poi, su indicazione dei sanitari, viene indirizzata al San Leonardo di Castellammare di Stabia dove arriva alle 20:40. Qui viene condotta nel reparto di Ginecologia, sottoposta ad accertamenti e successivamente dimessa. Ma una volta rientrata a casa, la situazione precipita.

 

Attorno alle 23, a distanza di sole due ore dal primo controllo, Greta viene colta da un malore improvviso e perde conoscenza davanti ai familiari. La corsa in ambulanza riporta la donna al San Leonardo in codice rosso e in stato di shock. Alle 23.30 viene fatto nascere d’urgenza il bambino, ma le sue condizioni appaiono subito disperate: il piccolo Nicolò muore circa mezz’ora dopo la nascita. Greta viene trasferita d’urgenza nel reparto di Rianimazione, dove i medici tentano disperatamente di stabilizzarla. Alle 14 di sabato, però, anche il cuore della giovane madre smette di battere.

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Tra le ipotesi cliniche avanzate finora dagli investigatori figura quella di una fulminante embolia polmonare, che potrebbe spiegare sia il dolore iniziale sia il repentino collasso della donna. Le indagini sono condotte dagli agenti del commissariato di Castellammare di Stabia, guidati dal primo dirigente Francesco Cerciello, che hanno proceduto al sequestro delle cartelle cliniche e di tutta la documentazione sanitaria. Sotto la lente degli inquirenti ci sono i passaggi tra i presidi di Vico Equense e Castellammare, le valutazioni effettuate durante la prima visita al Pronto Soccorso e in Ginecologia, e il ruolo del ginecologo di fiducia. Parallelamente alla Procura, anche l’Asl Napoli 3 Sud ha avviato un’ispezione interna per ricostruire la correttezza dei protocolli assistenziali adottati. All’esito degli accertamenti medico-legali spetterà fare luce su una tragedia che ha sconvolto un’intera comunità.