I soldi del Comune finivano sul suo conto, dirigente pubblico indagato per peculato
L'OPERAZIONE
20 ottobre 2026
L'OPERAZIONE

I soldi del Comune finivano sul suo conto, dirigente pubblico indagato per peculato

La misura della sospensione di un anno per un funzionario del Nolano
Andrea Ripa

Avrebbe utilizzato il proprio ruolo all’interno del Comune per predisporre mandati di pagamento con causali fittizie e indicare se stesso come beneficiario, appropriandosi così, secondo l’ipotesi investigativa, di circa 150mila euro di risorse pubbliche. Un dirigente comunale in servizio in un ente della provincia di Napoli è stato sospeso dall’esercizio di un pubblico ufficio o servizio per un anno. Nei suoi confronti è stato disposto anche un sequestro preventivo finalizzato alla confisca del presunto profitto del reato. Il provvedimento è stato eseguito questa mattina dai militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Nola. Il dirigente è indagato per peculato.

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L’inchiesta sui mandati di pagamento

L’attività investigativa è stata condotta dai finanzieri del Gruppo di Nola e si concentra su operazioni che sarebbero state effettuate tra il 2022 e il 2026.Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il pubblico ufficiale, nella sua funzione di responsabile del Servizio finanziario del Comune, avrebbe predisposto e sottoscritto mandati di pagamento riportando causali non corrispondenti alla realtà e inserendo il proprio nominativo come destinatario delle somme. Un meccanismo che, secondo l’ipotesi accusatoria, gli avrebbe consentito di trasferire a proprio vantaggio denaro appartenente all’ente pubblico, per un importo complessivo quantificato in circa 150mila euro.

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Gli accertamenti della Guardia di Finanza hanno portato la Procura a chiedere l’applicazione di misure cautelari personali e patrimoniali. Il gip del Tribunale di Nola ha quindi disposto la sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio o servizio per la durata di un anno e il sequestro preventivo finalizzato alla confisca del presunto profitto del reato.

Sequestrati immobili, denaro e investimenti

Durante l’esecuzione dei provvedimenti, i militari hanno sottoposto a sequestro due immobili, somme di denaro e fondi comuni di investimento, per un valore stimato superiore a 100mila euro. La misura patrimoniale è finalizzata a impedire la disponibilità dei beni ritenuti riconducibili al presunto profitto dell’illecito, in vista degli eventuali sviluppi del procedimento giudiziario. L’indagine punta ora a fare piena luce sulle operazioni contestate e sulle modalità con cui sarebbero stati predisposti i mandati di pagamento.

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Il dirigente, allo stato, è indagato e le accuse dovranno essere verificate nelle successive fasi del procedimento. La misura cautelare non equivale a una condanna: la sua eventuale responsabilità potrà essere accertata soltanto con una sentenza definitiva.