Castellammare | Kalashnikov e pistole, le faide tra i clan armate dal darkweb
CAMORRA
20 giugno 2026
CAMORRA

Castellammare | Kalashnikov e pistole, le faide tra i clan armate dal darkweb

I nuovi canali di approvigionamento della camorra stabiese. Fucili d’assalto a 5mila euro, a 3mila anche le mitragliette
Michele De Feo

C’è un filo digitale che, secondo le più recenti inchieste dell’Antimafia, si intreccerebbe alle tensioni criminali nell’area stabiese. Un filo che non passa più soltanto per le piazze di spaccio o per i canali tradizionali del traffico di armi, ma che si innesta anche negli spazi opachi della rete: il dark web.

Castellammare | Appalti, pizzo e armi: il clan D’Alessandro dovrà risarcire il Comune

Castellammare | Appalti, pizzo e armi: il clan D'Alessandro dovrà risarcire il Comune

Mani sugli appalti, estorsioni e minacce ai commercianti, traffico di droga, armi, omicidi ordinati e mai eseguiti: ora i boss…

È in questo contesto che gli investigatori collocano una parte dei nuovi canali di approvvigionamento delle armi da parte dei gruppi emergenti e dei rampolli della camorra. Negli ultimi anni, e soprattutto dopo l’omicidio di Alfonso Fontana, il 24enne ucciso la sera del 7 febbraio 2024 a pochi passi dal tribunale di Torre Annunziata, la città ha attraversato una fase di forte tensione negli ambienti criminali e che stava per sfociare in una nuova guerra di camorra.

Castellammare | Scacco alla camorra: 90 anni di cella al gotha del clan D’Alessandro

Castellammare | Scacco alla camorra: 90 anni di cella al gotha del clan D'Alessandro

Mani sugli appalti, infiltrazioni della camorra nel Comune di Castellammare e nell’Asl Napoli 3 Sud, pizzo a «tappeto» ai commercianti…

Una scia che avrebbe contribuito a irrigidire rapporti già fragili e a ridefinire confini e alleanze tra le diverse fazioni: da un lato l’area riconducibile agli Imparato, la cosca con roccaforte al rione Savorito alleati dei D’Alessandro (clan egemone dell’area), dall’altro il gruppo criminale legato ai Fontana dell’Acqua della Madonna.

Castellammare| Ucciso fuori al tribunale: perizie sul telefono del boss Giovanni Imparato

Castellammare| Ucciso fuori al tribunale: perizie sul telefono del boss Giovanni Imparato

Ricostruire gli affari del boss Giovanni Imparato e fare luce sui retroscena della faida che rischiava di insanguinare Castellammare di…

In questo clima, fatto di equilibri instabili e giovani leve che provano a ritagliarsi spazi autonomi, emerge un elemento ricorrente nelle carte e nelle ricostruzioni investigative: il ricorso a canali digitali per l’approvvigionamento di armi. Ed è qui che entra in gioco il cosiddetto dark web.

Castellammare, armi e vendetta dopo il delitto Fontana: restano in cella 2 giovani

Castellammare, armi e vendetta dopo il delitto Fontana: restano in cella 2 giovani

Restano in carcere Alessandro Fontana ed Emanuele Raffone, mentre per Vincenzo Avella sono stati concessi gli arresti domiciliari. È questa…

Un’espressione diventata ormai familiare, ma che nella pratica indica un insieme frammentato di spazi nascosti della rete, accessibili solo tramite strumenti che garantiscono anonimato e difficoltà di tracciamento. Non un mercato unico, dunque, ma una galassia di forum, piattaforme effimere e scambi clandestini che nascono e scompaiono con estrema rapidità. Dentro questo ecosistema compaiono anche inserzioni di armi da fuoco.

Delitto Fontana, blindate le accuse al boss Imparato: «Deve restare in cella»

Delitto Fontana, blindate le accuse al boss Imparato: «Deve restare in cella»

Rincorso e ucciso fuori al tribunale di Torre Annunziata, blindate le accuse dell’Antimafia contro il complice del killer, il boss…

Annunci che promettono disponibilità immediate, contatti rapidi, consegne teoricamente “discrete”. Ma nella realtà il confine tra reale e truffa è sottilissimo: molte offerte non corrispondono a nulla, altre servono solo a intercettare denaro o a spostare le conversazioni su canali ancora meno controllabili. Il passaggio successivo, quasi sempre, è lo stesso: dopo un primo contatto anonimo nel circuito del dark web, le trattative si spostano su applicazioni di messaggistica istantanea come WhatsApp o sistemi equivalenti.

Castellammare. Delitto Fontana, la svolta: adesso parlano i pentiti

Castellammare. Delitto Fontana, la svolta: adesso parlano i pentiti

Scavare nel passato per dare un volto e un nome al mandante dell’omicidio di Antonio Fontana, il ras dell’Acqua della…

È lì che il linguaggio cambia, diventa diretto, si definiscono prezzi, quantità e modalità operative. Le cifre che circolano in questi ambienti restituiscono l’immagine di un mercato irregolare e volatile: cinquemila euro per un Kalashnikov, 2mila per pistole o mitragliette. Ma anche qui la regola non è la certezza dello scambio, quanto l’incertezza totale dell’esito. Spesso il pagamento non porta a nulla, oppure a contatti che si interrompono nel giro di poche ore. Il punto, però, non è solo la disponibilità delle armi, quanto il cambiamento di metodo.

Delitto Fontana, lo zio della vittima: «Ucciso da un mostro»

Delitto Fontana, lo zio della vittima: «Ucciso da un mostro»

«Quello è solo un mostro, non si uccide un ragazzo per una banalità» Sono parole piene di rancore e di…

Il digitale non sostituisce i canali tradizionali del traffico illecito, ma li affianca e li frammenta. Rende i contatti più rapidi, meno riconoscibili sul territorio, ma anche più instabili e meno affidabili. In questo scenario, la criminalità giovanile si muove con maggiore disinvoltura tra strada e rete, adattandosi a strumenti che ridisegnano le modalità di contatto più che la sostanza degli affari. Castellammare, in questo senso, diventa un punto di osservazione di una trasformazione più ampia: quella di un crimine che non rinuncia ai vecchi schemi, ma impara a replicarli anche nel sottobosco digitale.

 

IL RETROSCENA

Da Internet i primi contatti Poi le trattative su WhatsApp

 

Nella foto è raffigurato un frame estrapolato da una chat su WhatsApp per l’acquisto di un’arma. All’acquirente fu inoltrato un video con una mitragliatrice e un biglietto con sopra scritto l’orario e la data del momento in cui è stata effettuata la ripresa. L’immagine è contenuta negli atti dell’inchiesta bis sul delitto di Alfonso Fontana, il 24enne ammazzato la sera del 7 febbraio 2024  a due passi dal tribunale di Torre Annunziata.