Allarme carburanti, il diesel arriva anche a 3 euro al litro
I carburanti hanno già sfondato in alcuni distributori autostradali la soglia psicologica dei 3 euro al litro. Lo denuncia il Codacons, che ha analizzato i prezzi comunicati dai gestori al ministero delle Imprese e del Made in Italy nelle giornate del 24 e 25 agosto.
La palma del prezzo più alto va alla A22 Brennero-Modena, dove il Supreme Diesel ha raggiunto quota 3,159 euro al litro. Altrove, comunque, i prezzi hanno raggiunto picchi elevatissimi. Si tratta evidentemente di casi-limite, e non di prezzi rappresentativi della media nazionale. Ma sono casi che fotografano con chiarezza la direzione presa dai listini e dimostrano come, soprattutto nelle situazioni più critiche, i carburanti stiano viaggiando sempre più pericolosamente verso quota 3 euro al litro. “Nessuno sostiene che domani tutti gli italiani pagheranno 3 euro per un litro di carburante, ma il fatto stesso che questa soglia sia già stata superata in alcuni impianti deve far scattare un campanello d’allarme – afferma il Codacons.
Fino a poco tempo fa prezzi simili sarebbero apparsi fuori da ogni logica; oggi sono una realtà in alcuni distributori. Il rischio è che, se la corsa dei listini proseguirà, quota 3 euro smetta di essere un’eccezione estrema e diventi un riferimento sempre meno lontano per gli automobilisti”. Per questo il Codacons torna a chiedere al governo interventi strutturali in grado di proteggere gli automobilisti dalle fiammate dei prezzi, evitando misure-tampone e provvedimenti limitati nel tempo che non offrono alcuna certezza alle famiglie.
No a sconti mirati, bonus o social card riservati solo ad alcune fasce di reddito: qualsiasi nuova misura del governo contro il caro-carburanti deve riguardare tutti gli automobilisti. Lo afferma il Codacons, criticando l’orientamento dell’esecutivo verso aiuti concentrati esclusivamente sulle fasce di reddito più bisognose.Una scelta che per il Codacons sarebbe “profondamente sbagliata: limitare gli aiuti alle sole famiglie con redditi o Isee più bassi non abbasserebbe i prezzi alla pompa e lascerebbe milioni di automobilisti completamente esposti ai rincari. Il risultato sarebbe quello di scaricare ancora una volta il peso del caro-Carburanti sul ceto medio, troppo ‘ricco’ per accedere agli aiuti ma non abbastanza da poter assorbire senza conseguenze l’aumento continuo dei costi per gli spostamenti” dichiara il Codacons.
“Quota 2 euro al litro è stata abbondantemente superata anche per la benzina, mentre il Governo cincischia sulle accise e non assume nessun provvedimento efficace. Per intere categorie come gli autotrasportatori o i tassisti la situazione sta diventando insostenibile, come per tutti quelli che devono rifornirsi ai distributori per andare a lavorare. E il prezzo dei Carburanti, si sa, finisce per riversarsi sull’intera economia, con un effetto inflazionistico molto pesante” dice l’Usb.
“Sono cinque milioni di famiglie che in Italia vivono in povertà energetica: per loro scaldarsi, illuminare casa, usare fornelli o scaldabagno è un lusso, figuriamoci il condizionatore nelle estati sempre più torride – prosegue il sindacato di base in una nota – il quadro peggiora ulteriormente producendo un effetto domino sui prezzi al dettaglio di tutte le merci e impoverisce sia chi ha lavorato una vita sia chi, pur lavorando sempre di più, scivola ogni giorno più in basso fino a rientrare tra i lavoratori poveri. I nodi della crisi si fanno sempre più evidenti e la propaganda governativa non tiene il confronto con la realtà come dimostra il taglio delle accise limitato a 17 centesimi al litro, valido per appena due giorni e solo sul diesel. Serve un deciso cambio di rotta che metta al centro lavoratori e pensionati: i prezzi delle bollette devono essere tenuti sotto controllo pubblico e calmierati, perché l’accesso a gas, luce e acqua è un diritto fondamentale”.
Intanto gli agenti FNAARC, la Federazione nazionale degli agenti e rappresentanti di commercio aderente a Confcommercio, riconosce lo sforzo fatto dal Governo per attenuare il caro carburante in una fase segnata da tensioni e incertezze internazionali, ma chiede interventi strutturali ed efficaci in grado di attenuare la volatilità dei mercati nel lungo periodo. “Comprendiamo che l’andamento dei mercati internazionali renda difficile prevedere l’evoluzione dei prezzi – dichiara Alberto Petranzan, presidente nazionale Agenti FNAARC – ma non possiamo vivere di proroghe. Abbiamo bisogno di certezze e quindi di correttivi strutturali e adeguati per compensare le importanti oscillazioni dei Carburanti”.Per gli agenti di commercio Enasarco il carburante rappresenta uno dei costi più importanti del proprio bilancio e i forti rincari vanificano i vantaggi del regime forfettario che ha aiutato molti agenti di commercio nella sostenibilità dell’attività.Anche il rinnovo dell’auto è diventato un problema.
La vettura viene sostituita mediamente ogni quattro anni e richiede un investimento sempre più oneroso, mentre capire quale alimentazione potrà restare sostenibile nel tempo è sempre più complesso. Il diesel, tradizionalmente scelto da chi percorre molti chilometri, risente delle oscillazioni del prezzo del gasolio e dell’aumento delle accise. L’elettrico richiede un investimento iniziale più elevato e, per chi viaggia in tutta Italia, presenta ancora difficoltà legate alla diffusione delle colonnine e al costo delle ricariche rapide. “Sostituiamo l’auto ogni 4 anni per elevato chilometraggio e oggi scegliere tra diesel, benzina, ibrido ed elettrico è diventato quasi un terno al lotto – prosegue Petranzan – Per programmare un acquisto consapevole serve una politica energetica chiara e che guardi al futuro” le parole dei leader degli agenti di commercio.

