Castellammare | Le mescite violate: la politica fallisce, gli incivili vincono
C’era un tempo in cui l’acqua non era un semplice bene da acquistare al supermercato, ma una liturgia collettiva. Bastava…
Superare la logica della pura gestione emergenziale per salvaguardare i grandi progetti strategici, evitare la perdita di ingenti risorse pubbliche e tracciare un percorso di riscatto per l’intera comunità.
La lettera
È questo il messaggio centrale e l’allarme lanciato dal gruppo Base Popolare Democratici e Progressisti, che attraverso un’articolata nota e un’accorata lettera aperta indirizzata alle forze politiche e sociali del campo progressista, alle rappresentanze istituzionali, alle realtà associative e al mondo del lavoro, chiama a raccolta le energie della città per rimettere Castellammare al centro dell’agenda di sviluppo.
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C’era un tempo in cui l’acqua non era un semplice bene da acquistare al supermercato, ma una liturgia collettiva. Bastava…
La ferita dello scioglimento
L’analisi parte dal delicato momento storico ed evidenzia la necessità di affrontare con rigore le ferite istituzionali aperte. Il gruppo politico affronta con grande senso di responsabilità la situazione e sottolinea nell’incipit della lettera come «il secondo scioglimento del Consiglio Comunale per infiltrazioni della criminalità organizzata rappresenta una ferita profonda per la nostra comunità e impone a tutti, senza polemiche né semplificazioni, una riflessione seria sul rapporto tra politica, amministrazione, trasparenza e legalità».
Il rischio immobilismo
Tuttavia, secondo i firmatari dell’appello, il dibattito sul passato non deve trasformarsi in immobilismo né bloccare la programmazione amministrativa. Al contrario, occorre operare con urgenza affinché «il tempo del commissariamento non sia soltanto un tempo di gestione dell’emergenza, ma possa diventare anche l’occasione per ricostruire condizioni di legalità, trasparenza, efficienza amministrativa e sviluppo».
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Un patto per la città
La proposta operativa avanzata da Democratici e Progressisti si sintetizza nell’urgente definizione di un vero e proprio “Accordo per Castellammare”, una convergenza politica e istituzionale da promuovere insieme alla Regione Campania, alla Città Metropolitana di Napoli e a tutti i soggetti interessati per accelerare e sbloccare i dossier decisivi per il territorio.
I nodi cruciali
La mappa degli interventi prioritari spazia dal rilancio di porti, cantiere navale e waterfront, alla sanità, con le vicende del nuovo ospedale e la tutela del patrimonio delle sorgenti e delle Antiche Terme, passando per i beni culturali e archeologici, la valorizzazione del Monte Faito, l’efficientamento della mobilità e la rigenerazione di quartieri complessi come Savorito e Cmi. In questa prospettiva, la formazione politica sollecita tutte le parti vive della società ad aprirsi al dialogo e ad assumersi impegni immediati, senza rinviare la gestione dei nodi dello sviluppo alla scadenza del mandato commissariale.
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Superare la paralisi
Il monito finale della lettera aperta è in questo senso chiarissimo: «Non possiamo aspettare il 2028 per tornare a parlare del futuro di Castellammare. Il futuro della città si decide anche attraverso le scelte che saremo capaci di compiere adesso». Il documento conclude rinnovando la richiesta di un confronto immediato a partire dalla Commissione Straordinaria, ribadendo che la fase attuale richiede, oggi più che mai, «responsabilità, competenze e capacità di collaborazione» per restituire speranza alla città.