Delitto Afeltra, il business da 12 milioni di euro dietro l’omicidio del boss di Pimonte
CAMORRA | L'INCHIESTA
12 settembre 2026
CAMORRA | L'INCHIESTA

Delitto Afeltra, il business da 12 milioni di euro dietro l’omicidio del boss di Pimonte

Caccia ai killer e mandanti dell’agguato a Raffaele Afeltra, alias ‘o burraccione. Per l’Antimafia il movente potrebbe essere legato all’affare delle estorsioni
Michele De Feo

Dietro ai colpi di lupara esplosi domenica 30 agosto tra Pimonte e Agerola si nasconde il fruscio cupo e secco delle banconote. Il movente dell’omicidio «eccellente» del boss Raffaele Afeltra, alias ‘o Burraccione, potrebbe essere collegato a un business multimilionario, destinato a crescere, paradossalmente, con lo sviluppo del comprensorio. Affare su cui qualcuno, forse anche «alleato» al boss, voleva metterci le mani facendolo fuori.

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C’era un silenzio gelido questa sera nella piazza di Pimonte. Poco dopo le 19, l’ora dell’agguato costato la vita al…

Ne sono sempre più convinti gli 007 dell’Antimafia che stanno indagando sul fatto di sangue che rischia di far precipitare il territorio dei Lattari in una nuova guerra di camorra. Raffaele Afeltra, esponente di spicco del clan Afeltra-Di Martino, la cosca egemone del comprensorio che va da Gragnano ad Agerola, per l’Antimafia gestiva un giro di estorsioni esteso a tutta l’area compresa tra Pimonte e Agerola.

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Le strade sono vuote a Pimonte, paese del comprensorio dei Monti Lattari, in provincia di Napoli, dove domenica sera è…

Un business che non ha fatto altro che allargarsi a macchia d’olio, soprattutto negli ultimi anni. E qui sta il paradosso: il motivo sarebbe legato proprio alla pioggia di finanziamenti che le amministrazioni comunali hanno intercettato negli ultimi anni, soprattutto grazie ai bandi europei. Circa 12 milioni di euro negli ultimi sei anni. Appalti destinati a realizzare opere strategiche per lo sviluppo del territorio e sui quali il clan Afeltra-Di Martino avrebbe messo le mani indirettamente, attraverso l’imposizione di estorsioni alle ditte che si aggiudicano le commesse e lavorano sul territorio tra Pimonte e Agerola.

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La benedizione della salma, alla presenza dei familiari più stretti, alle prime luci dell’alba nel cimitero di Pimonte, «blindato» dalle…

Nelle ultime informative dell’Antimafia sugli affari della criminalità organizzata dei Lattari, gli 007 indicano una tassazione fissa del 5 per cento sulla commessa dell’appalto, che gli imprenditori devono versare alle casse del clan «per stare tranquilli». Una percentuale che torna anche nell’inchiesta sulla tentata estorsione alla ditta che nel 2024 stava eseguendo i lavori di restyling dello stadio di Pimonte.

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Pimonte.  Era tutto pronto da mesi. L’agguato di domenica scorsa, costato la vita al boss di Pimonte Raffaele Afeltra, era…

Episodio che, sul piano processuale, si è concluso con un’assoluzione dettata però dall’insufficienza di prove per identificare l’autore della minaccia, Ma oltre al pagamento cash del pizzo, dietro le estorsioni si nasconderebbe anche un altro affare. Perché alle aziende che lavorano servono manodopera, forniture, appoggi. Un intero pacchetto di servizi di cui si occuperebbe il clan Di Martino che, soprattutto negli ultimi dieci anni, sarebbe riuscito a infiltrarsi nell’economia pulita, per controllarla.

Pimonte, il boss Afeltra ammazzato nel suo terreno

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Si trovava in una zona solitaria di Pimonte, Raffaele Afeltra, detto 'O Burraccione quando è stato avvicinato dai sicari, questa…

Per comprendere quanto sia capillare il livello di infiltrazione della camorra nel comprensorio basta pensare che, secondo l’Antimafia, a libro paga della cosca ci sarebbero almeno 250 imprese. Un numero enorme che emerge dalle pagine del «libro mastro» dell’organizzazione criminale, ritrovato qualche anno fa in un bunker a Iuvani, zona impervia situata tra Gragnano e Pimonte e considerata uno dei fortini dell’organizzazione criminale dell’ala che fa riferimento a Leonardo Di Martino, il padrino e fondatore del clan, cugino di Afeltra e ora recluso ai domiciliari fuori regione.

Pimonte, torna la guerra di camorra: ucciso il boss Afeltra

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Pimonte. Ucciso il boss Raffaele Afeltra, noto col soprannome di "Burraccione". Si torna a sparare tra le curve dei Monti…

La questione delle estorsioni torna anche nell’inchiesta sul delitto di Carmine Zurlo. Il giovane, fedelissimo di ‘o Burraccione, sarebbe stato ammazzato per aver trattenuto per sé una tangente estorsiva su un appalto pubblico da 130 mila euro. Un delitto commesso senza il placet di Afeltra, ma per la Dda sotto la regia di suo cugino, l’altro boss di Pimonte, Francesco Di Martino.