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Una percentuale, da sola, non rende una spiaggia davvero libera. Servono accessi, pulizia, sicurezza, servizi e risorse per i Comuni chiamati a garantirli. È da questo punto che Forza Italia prova a spostare il confronto sul futuro delle coste campane, mettendo insieme due questioni spesso raccontate come contrapposte: il diritto dei cittadini a fruire gratuitamente del mare e la tutela delle imprese balneari che operano nel rispetto delle regole.
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Il tema è stato al centro del tavolo promosso dal gruppo regionale azzurro con le associazioni di categoria. Angela Parente, consigliera regionale di Forza Italia, insieme al capogruppo Massimo Pelliccia e agli altri colleghi, parte dalla necessità di trovare un equilibrio che non sacrifichi né l’interesse pubblico né il lavoro.«Sul futuro delle coste campane la Regione deve assumersi fino in fondo la propria responsabilità: garantire il diritto dei cittadini al mare e, nello stesso tempo, tutelare le imprese sane, il lavoro e gli investimenti. Contrapporre questi due interessi significa affrontare un tema complesso con l’ideologia anziché con le soluzioni».
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Il banco di prova è l’obiettivo indicato dalla Regione Campania di destinare almeno il 30% degli arenili alla libera e gratuita fruizione. Una quota che Parente condivide, ma alla quale chiede di dare sostanza.«La Regione Campania ha indicato l’obiettivo di destinare almeno il 30% degli arenili alla libera e gratuita fruizione. È un principio che condividiamo, ma una spiaggia libera deve esserlo davvero: accessibile, pulita, sicura e fruibile anche dalle persone con disabilità, dalle famiglie e dalle fasce più fragili. Non basta fissare una percentuale sulla carta e poi lasciare ai Comuni, soprattutto quelli più piccoli o con chilometri di costa, il problema di garantire servizi e manutenzione senza risorse adeguate».
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Il nodo, dunque, non riguarda soltanto quanti metri di arenile lasciare liberi, ma chi dovrà occuparsene e con quali mezzi. Una questione particolarmente delicata per i piccoli Comuni costieri, sui quali rischia di ricadere una parte consistente della gestione.«Occorre uscire dalla malattia dell’annuncite. La Regione ha funzioni di programmazione, indirizzo e coordinamento sul demanio marittimo e deve utilizzarle per costruire, insieme ai Comuni e alle categorie, un modello concretamente applicabile sui territori».
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Dall’altra parte ci sono gli stabilimenti balneari e un comparto fatto anche di attività familiari, occupazione stagionale e investimenti accumulati negli anni. «Allo stesso tempo – prosegue la consigliera regionale di FI – non possiamo dimenticare che dietro gli stabilimenti balneari ci sono spesso piccole imprese familiari, lavoratori stagionali, investimenti e famiglie che vivono di quelle attività. Garantire l’interesse pubblico non significa trattare chi lavora e rispetta le regole come un nemico».
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È su questo terreno che Forza Italia intende portare il confronto in Consiglio regionale. «La sfida non è scegliere tra spiagge libere e stabilimenti. È assicurare una quota adeguata di costa libera e gratuita, contrastare abusi e occupazioni illegittime, garantire gli accessi al mare e contemporaneamente dare certezza alle imprese sane e tutelare il lavoro. È su questo equilibrio che stiamo lavorando».La linea, nelle intenzioni degli azzurri, è evitare una battaglia tra due fronti e chiedere alla Regione di costruire regole applicabili lungo coste molto diverse tra loro. «Forza Italia porterà in Consiglio regionale una linea fondata su ascolto, equilibrio e concretezza – conclude Parente -. Meno propaganda e più soluzioni: la Campania ha bisogno di una politica delle coste che garantisca i diritti dei cittadini e, insieme, lo sviluppo dei territori e il futuro delle piccole e medie imprese».