Silenzio, dolore e un’angoscia devastante che soffoca anche il respiro. Nella casa di Piano di Sorrento le serrande restano abbassate,…
LA TRAGEDIA AL SAN LEONARDO
19 ottobre 2026
LA TRAGEDIA AL SAN LEONARDO
Castellammare | Mamma e bimbo morti in ospedale, 90 giorni per la verità
Eseguite le autopsie sui corpi di Greta e Nicolò. Domani i funerali a Piano di Sorrento. Lutto cittadino in tutta la Penisola Sorrentina.
Mamma e bimbo morti in ospedale a distanza di poche ore, dieci medici indagati per duplice omicidio colposo e novanta giorni di tempo per conoscere la verità su una tragedia che ha sconvolto un’intera comunità. Si terranno domani mattina, nella Basilica di San Michele Arcangelo a Piano di Sorrento, i funerali di Greta Astarita e del piccolo Nicolò, la trentatreenne e il suo bambino deceduto soltanto trenta minuti dopo essere venuto al mondo.
Una storia drammatica che ha gettato nello sconforto e nel dolore più profondo il cumune della Penisola Sorrentina, dove il sindaco Salvatore Cappiello ha indetto ufficialmente il lutto cittadino, mentre tutte le attività commerciali dell’area della costiera rimarranno chiuse per un’ora. Un gesto di dolore e allo stesso tempo di protesta per chiedere un diritto alla Sanità pubblica che funzioni, che protegga e che non abbandoni. Le salme della giovane madre e del neonato sono state finalmente liberate dopo l’esecuzione delle autopsie disposte dalla procura di Torre Annunziata.
I consulenti medico-legali nominati dal pm Vincenzo Lanni avranno ora tre mesi di tempo per depositare la perizia necroscopica: un documento fondamentale che dovrà chiarire con precisione scientifica le cause esatte del decesso e stabilire se vi siano state negligenze, sottovalutazioni dei sintomi o ritardi fatali nella catena dei soccorsi.
L’inchiesta ha visto l’iscrizione nel registro degli indagati di dieci medici. Un atto dovuto per consentire l’esecuzione degli esami irrepetibili e la contestuale nomina dei consulenti di parte durante l’autopsia. Sotto i riflettori degli investigatori del commissariato di Polizia di Castellammare di Stabia, coordinati dal primo dirigente Francesco Cerciello, sono finiti non soltanto i sanitari che hanno assistito la trentatreenne nelle sue ultime, drammatiche ore tra il presidio ospedaliero di Vico Equense e l’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia, ma anche gli specialisti e i medici che l’avevano seguita nei controlli di routine durante le settimane precedenti.
Tutte le cartelle cliniche e la documentazione sanitaria della gravidanza sono state poste sotto sequestro, mentre parallelamente anche l’Asl Napoli 3 Sud ha avviato un’ispezione interna per verificare la correttezza dei protocolli assistenziali adottati. Greta Astarita, 33 anni, viveva a Piano di Sorrento ed era molto conosciuta ed amata per la sua attività di istruttrice di Pilates in una palestra di Meta. La donna era al settimo mese di gravidanza e lascia un compagno e una figlia di soli 5 anni.
Il dramma ha avuto inizio nella serata di venerdì 9 ottobre, quando la 33enne ha iniziato ad accusare un forte e persistente dolore all’inguine. Intorno alle 20 si è rivolta prima al presidio ospedaliero di Vico Equense per poi essere indirizzata al San Leonardo di Castellammare di Stabia, dove è giunta alle 20:40. Accolta nel reparto di Ginecologia, è stata sottoposta ai controlli del caso e successivamente dimessa. Una volta rientrata nella sua abitazione a Piano di Sorrento, la situazione è però precipitata nel giro di poche ore.
Attorno alle 23 Greta è stata colta da un improvviso e devastante malore, perdendo conoscenza davanti ai propri familiari. Immediata la chiamata ai soccorsi e il trasporto d’urgenza in ambulanza di nuovo verso l’ospedale San Leonardo, dove la donna è arrivata in codice rosso e in profondo stato di shock. Alle 23:30 i medici hanno deciso di intervenire d’urgenza per far nascere il piccolo Nicolò con un cesareo, ma le condizioni del neonato sono apparse subito disperate: il piccolo è deceduto circa trenta minuti dopo la nascita.
La madre è stata trasferita d’urgenza nel reparto di Rianimazione, dove i medici hanno tentato a lungo di stabilizzarla, ma alle 14 di sabato 10 ottobre ne è stato constatato il decesso. Tra le ipotesi cliniche avanzate finora dagli esperti figura quella di un’embolia polmonare fulminante, un evento drammatico che potrebbe spiegare sia il dolore iniziale sia l’improvviso collasso. Domani mattina, mentre gli inquirenti lavorano per ricostruire ogni singolo secondo di quella maledetta notte, la città si stringerà in un silenzio carico di dolore attorno al compagno e alla bambina di 5 anni per dare l’ultimo straziante saluto a Greta e al suo piccolo Nicolò.

