Percorso meccanizzato, il futuro della mobilità a Sorrento divide i candidati sindaco
Il progetto del percorso meccanizzato tra Marina Piccola e il cuore di Sorrento continua a dividere il dibattito politico cittadino.…
Poco più di un anno fa Sorrento si svegliava travolta da una delle pagine più drammatiche della sua storia amministrativa. Oggi, la città torna al voto per scegliere il nuovo sindaco. E provare a lasciarsi alle spalle dodici mesi segnati da arresti, inchieste e ombre pesantissime sulla macchina comunale. Una ferita ancora aperta, che pesa inevitabilmente sulla sfida elettorale che vede in campo tre candidati: Raffaele Attardi, Corrado Fattorusso e Ferdinando Pinto.
Percorso meccanizzato, il futuro della mobilità a Sorrento divide i candidati sindaco
Il progetto del percorso meccanizzato tra Marina Piccola e il cuore di Sorrento continua a dividere il dibattito politico cittadino.…
Le inchieste. Il 20 maggio dello scorso anno l’arresto dell’allora sindaco Massimo Coppola, accusato di aver intascato una tangente durante una cena legata all’appalto per la refezione scolastica, fece esplodere il cosiddetto “Sistema Sorrento”. Da lì l’inchiesta della procura e della finanza si è progressivamente allargata coinvolgendo politici, funzionari comunali, imprenditori ed anche fiduciari, fino alle ulteriori misure cautelari eseguite nei mesi successivi, con accuse che spaziano dagli appalti pilotati ai concorsi truccati.
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Il commissariamento. Nel frattempo il Comune è stato traghettato dal commissario straordinario Rosalba Scialla. Arrivata dopo le dimissioni di undici consiglieri comunali che portarono all’interruzione della passata esperienza amministrativa. Un lavoro delicato e accurato, quello del commissario. Chiamato da un lato a rimettere ordine nei procedimenti amministrativi e dall’altro a salvare opere strategiche e finanziamenti che rischiavano di andare perduti. A marzo è poi arrivata anche la commissione d’accesso inviata dal Ministero dell’Interno. Per verificare eventuali infiltrazioni camorristiche. Non è stato disposto lo scioglimento. Ma il Viminale ha imposto prescrizioni rigide da attuare entro sei mesi.
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Pinto. È in questo clima che Sorrento sceglie il suo futuro. Ferdinando Pinto, già sindaco dal 1995 al 2000, punta sull’esperienza amministrativa e sulla conoscenza della macchina comunale. A sostenerlo ci sono le liste Sorrento d’Amare, Noi Sorrento e Sorrento Rialzati. Nel corso della campagna elettorale ha inoltre annunciato la volontà di affidarsi, in caso di vittoria, a figure simbolo della legalità. Come Ernesto Aghina, già presidente del tribunale di Torre Annunziata, e Luigi Picardi, ex presidente del tribunale di Napoli Nord.
Fattorusso. Corrado Fattorusso si presenta invece con le liste Siamo Sorrento, Sorrento Futura e Terra Mia. Ex componente della giunta di Sant’Agnello, ha costruito la sua candidatura attorno al tema della legalità e della trasparenza amministrativa. Attorno a lui si sono raccolte anche figure che negli anni hanno denunciato anomalie e dinamiche del cosiddetto “Sistema Sorrento”. Contribuendo a scardinarne i meccanismi.
Attardi. Raffaele Attardi, sostenuto dalla lista Costruiamo insieme la Sorrento del Futuro, porta invece nella competizione la sua esperienza di sindaco facente funzione tra il 1993 e il 1995. La sua campagna ha insistito molto sui temi ambientali, sulla sostenibilità e sulla necessità di ripensare alcuni grandi progetti cittadini, a partire dal percorso meccanizzato, rispetto al quale ha espresso perplessità sull’impostazione attuale.
La campagna elettorale. Tre candidature diverse, tre stili differenti e tre campagne elettorali che hanno acceso il dibattito pubblico in una città attraversata da rabbia, disillusione e voglia di risollevarsi dalle sabbie mobili. In queste settimane Sorrento è stata meta di numerosi esponenti della politica nazionale. Arrivati a sostegno dei candidati. Mentre il confronto si è concentrato soprattutto sui temi della legalità, della trasparenza e del rilancio amministrativo.
Discontinuità. Tutti e tre i candidati sindaco condividono la necessità di segnare una netta discontinuità rispetto al passato recente. E concordano sull’urgenza di intervenire su trasporti, viabilità e sanità territoriale. Questioni considerate ormai centrali per la qualità della vita e per l’economia turistica della penisola sorrentina.
Tutela e sviluppo. Altro tema sensibile resta quello dell’equilibrio tra tutela del territorio e sviluppo economico, in un contesto reso ancora più delicato dalla crescente domanda di servizi e infrastrutture. Cambiano però approcci e priorità: Pinto punta sulla solidità dell’esperienza, Fattorusso sull’entusiasmo e sul rinnovamento amministrativo, Attardi su una visione più ambientalista e partecipativa della città.
La città del futuro. Oggi e domani saranno gli elettori a decidere quale strada dovrà imboccare Sorrento dopo l’anno più difficile della sua storia recente. Una scelta che assume il valore di un passaggio decisivo per restituire credibilità alle istituzioni cittadine e ricostruire il rapporto di fiducia tra Palazzo municipale e comunità. In questo quadro, il voto assume anche un valore simbolico di svolta. Non solo la scelta di un sindaco. Ma la definizione di una direzione amministrativa capace di ricostruire fiducia e stabilità. Dopo un anno che ha profondamente segnato la vita politica e sociale della città.