Incubo faida sui Lattari | Raffica di perquisizioni dopo il delitto Afeltra
CAMORRA | L'INCHIESTA
2 settembre 2026
CAMORRA | L'INCHIESTA

Incubo faida sui Lattari | Raffica di perquisizioni dopo il delitto Afeltra

Caccia alle armi dei narcos dopo il delitto eccellente del boss Raffaele Afeltra. Pimonte e Gragnano sotto assedio dello Stato. L'omicidio di 'o burraccione è l'ultimo di una lunga scia di sangue iniziata nel 2010.
Gaetano Angellotti e Michele De Feo

Pimonte.  Un paese intero che sembra ripiombato indietro nel tempo, che rivive un incubo da cui sperava di essersi risvegliato per sempre. Quello di una camorra feroce e sfacciata, capace di trucidare in pieno giorno, a proprio piacimento, anche chi sembrava «intoccabile» proprio in base alle logiche criminali, che lo consideravano un capo storico.

Camorra | Ecco come e perchè è stato ammazzato il boss di Pimonte Raffaele Afeltra

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C’era un silenzio gelido questa sera nella piazza di Pimonte. Poco dopo le 19, l’ora dell’agguato costato la vita al…

Ma a Pimonte non esiste solo la camorra, anzi, per fortuna è una piccola minoranza. E lo Stato senza tentennamenti intende far sentire la sua presenza concreta.

Pimonte | Delitto del boss Afeltra: ecco tutte le piste investigative

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Le strade sono vuote a Pimonte, paese del comprensorio dei Monti Lattari, in provincia di Napoli, dove domenica sera è…

Le perquisizioni

Da domenica sera, subito dopo l’omicidio di Raffaele Afeltra, in località Zappino, le forze dell’ordine sono a lavoro in maniera incessante. L’obiettivo è far sentire il fiato sul collo agli esecutori e ai mandanti dell’ennesimo omicidio di camorra, che potrebbe riaprire una nuova faida.

Pimonte, torna la guerra di camorra: ucciso il boss Afeltra

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Pimonte. Ucciso il boss Raffaele Afeltra, noto col soprannome di "Burraccione". Si torna a sparare tra le curve dei Monti…

Anche nel corso della giornata di ieri i carabinieri hanno «stretto d’assedio» il piccolo centro dei Lattari, eseguendo una raffica di perquisizioni, nella speranza di fare terra bruciata intorno ai delinquenti.Quello di Raffaele Afeltra «o’ Burraccione» è solo l’ultimo omicidio in ordine di tempo messo a segno nella zona dei Monti Lattari. Tutti, o quasi, eseguiti con modalità e armi che rappresentano un vero e proprio «marchio», una sorta di firma che gli autori dei delitti hanno lasciato a corredo di una lunga scia di sangue iniziata ormai oltre 15 anni fa.

Gli omicidi irrisolti

L’omicidio Chierchia

La prima vittima «eccellente» di quella che può essere considerata a tutti gli effetti una nuova stagione di morte nell’area dei monti Lattari, fu Gennaro «Rino» Chierchia, alias «‘o pecorone», storico pluripregiudicato di Gragnano, fino ad allora ritenuto «estensione» dei D’Alessandro nella città della pasta. Ma proprio il suo omicidio avvenuto il 13 marzo 2010, fu un chiaro segnale che qualcosa di molto profondo stava avvenendo negli equilibri criminali.

Pimonte, il boss Afeltra ammazzato nel suo terreno

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Si trovava in una zona solitaria di Pimonte, Raffaele Afeltra, detto 'O Burraccione quando è stato avvicinato dai sicari, questa…

Equilibri consolidati dagli esiti della sanguinosa faida tra D’Alessandro e Imparato, che avevano «retto» dalla metà degli anni Novanta in poi. Rino Chierchia venne ucciso all’interno di una pasticceria di via Castellammare, dove i suoi sicari lo raggiunsero e lo trucidarono senza pietà, incuranti delle persone presenti all’interno.

Gragnano. Gli affari del clan Di Martino nelle concessionarie auto: pizzo di 50mila euro

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Gragnano. Pizzo di 50 mila euro alle concessionarie di automobili a Gragnano e tra i comuni limitrofi dell’area dei Monti…

L’omicidio Cuomo

Mario Cuomo, alias ‘o Caniello, era estraneo a qualsiasi problema con la giustizia, solo successivamente al suo omicidio emerse che non solo era indagato, ma ritenuto dagli inquirenti una delle «menti» del narcotraffico con base tra Casola e Lettere, che faceva (e continua a fare) affari d’oro soprattutto sulla coltivazione e lo spaccio di vere e proprie piantagioni di marijuana. Come per Chierchia, anche la sua eliminazione venne ritenuta il frutto di una strategia ben precisa: eliminare i «capi» che avevano «governato» fino ad allora – con il placet dei D’Alessandro – il territorio limitrofo a Castellammare. Mario Cuomo morì sotto i colpi dei killer il 7 agosto del 2012: i sicari attesero che scendesse nel campetto di calcio dove si apprestava a giocare con gli amici per aprire il fuoco contro di lui e trucidarlo, senza che avesse possibilità di scappare dal rettangolo di gioco, recintato.

Agguato a Gragnano, la sfida al clan Di Martino per il controllo di Lettere

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C’è un asse che lega Lettere, Gragnano, Torre Annunziata, l’area vesuviana e l’agro nocerino sarnese. E allargando il discorso, addirittura…

L’omicidio Orazzo

Il vero e proprio «repulisti» proseguì con metodica ferocia, sebbene con qualche «pausa» e con uno dei rari agguati falliti. Quello ai danni di Ciro Orazzo, ritenuto il braccio destro di Mario Cuomo per gli affari del narcotraffico tra Casola e Lettere: a gennaio 2016 Orazzo era sfuggito a un primo agguato, ma non ebbe scampo il 13 ottobre 2017, quando i sicari si appostarono nella boscaglia sovrastante la strada che collega Casola e Lettere, attesero che passasse con l’auto diretto verso casa e fecero fuoco sulla sua Fiat Panda con fucili da caccia caricati a pallettoni. Il pluripregiudicato non ebbe modo nemmeno di accennare un tentativo di fuga: fu ritrovato esanime all’interno della vettura.

Gragnano. Il ras del clan Di Martino incassava le estorsioni anche durante la latitanza

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Gragnano. Il territorio dei Lattari piegato al clan Di Martino, i commercianti e gli imprenditori gragnanesi pagavano il pizzo al…

L’omicidio Di Lorenzo

Dopo la morte di Mario Cuomo, secondo le ricostruzioni investigative, Ciro Orazzo sarebbe passato dalla parte dell’altro «storico» narcos attivo a Casola, Antonio Di Lorenzo, alias Tonino ‘o Lignammon. Non sapeva, o non immaginava, che anche il suo nuovo boss era sulla lista nera dei killer che, man mano, uno alla volta, stavano eliminando tutti i possibili concorrenti nel business della marijuana. Il nome di Di Lorenzo venne «cancellato» da quella lista la sera dell’11 settembre 2019. Le modalità dell’omicidio ricordavano in maniera inquietante quelle di Orazzo: i sicari si appostarono – forse per diverse ore – nei pressi dell’abitazione della loro vittima, attendendo che arrivasse davanti al cancello di casa con la propria vettura, per poi aprire il fuoco con fucili da caccia caricati a pallettoni. Anche Di Lorenzo non ebbe scampo.

Il ras Ciro Gargiulo giustiziato con un colpo di pistola in mezzo alla fronte

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Lettere/Casola. Il «colpo di grazia», esploso con una pistola, dritto alla fronte. Dopo che i sicari, da lontano, avevano iniziato…

L’omicidio Gargiulo

Di Lorenzo era considerato uno degli ultimi ras del narcotraffico appartenenti alla «vecchia guardia»: con la sua eliminazione, a Casola, di fatto, non era rimasto più nessuno a poter aspirare al «monopolio» del business della marijuana. Nella vicina Lettere, invece, c’era ancora una presenza «scomoda» per chi, evidentemente, aveva pianificato di imporre su tutta la zona la propria «legge». Si trattava di Ciro Gargiulo, alias «Ciruzzo ‘o biondo».

ESCLUSIVA M+ | Narcos ucciso a Lettere, il pentito risolve l’omicidio

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Due killer, un basista e un mandante. Aniello Mirante, ex sicario e attuale collaboratore di giustizia, ha consegnato agli inquirenti…

Anche lui, come Orazzo e Di Lorenzo, venne eliminato quando si sentiva più al sicuro, nei pressi della propria abitazione. Il 19 febbraio 2024 mentre si trovava in un fondo di sua proprietà, nella zona a confine tra Lettere e Casola, i sicari aprirono il fuoco con i fucili e lo lasciarono agonizzante. Inutile il tentativo di salvarlo da parte dei familiari, con una disperata corsa in ospedale, dove arrivò già morto. Stavolta l’agguato avvenne addirittura in pieno giorno, in tarda mattinata.

Gragnano | Il pentito accusa il narcos Di Martino: «Fornì le armi per gli agguati»

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«Fabio Di Martino e Paolo Carolei ci fornirono le armi per compiere le missioni di morte contro i neimici del…

L’omicidio Sabatino

Per tutti questi fatti di sangue, gli inquirenti hanno individuato con un certo grado di sicurezza il filo rosso che li lega, vale a dire la strategia di «sterminio» dei possibili avversari nello stesso business, quello della droga. Per altri delitti invece, quelli avvenuti nella zona di Pimonte, non sempre è apparso chiaro neanche il movente.

Pimonte. Filippo Sabatino ucciso mentre era alla guida

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Questa notte, a Pimonte, nel Napoletano, in via Gesinella, Filippo Sabatino, un 33enne di Gragnano gia' noto alle forze dell'ordine,…

Come per l’omicidio di Filippo Sabatino, avvenuto in via Gesinella la notte tra il 2 e il 3 maggio del 2018. In quel caso, l’ipotesi più accreditata (ed inquietante…) è che possa essersi trattato di un «avvertimento» al boss Francesco Di Martino, alias «Zi Ciccio ‘e Burraccione», storico esponente degli Afeltra-Di Martino: all’epoca dell’omicidio era stato da poco scarcerato, e Sabatino era diventato un suo uomo di fiducia, una sorta di factotum. La sua eliminazione, non lontano dalla casa di Di Martino, era un messaggio chiaro a non pensare, dopo gli anni di detenzione, di poter riprendere un ruolo apicale nel panorama criminale locale.

ESCLUSIVA M+ | Ucciso e fatto sparire, ecco come e perchè è stato ammazzato Carmine Zurlo

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Carmine Zurlo, 29 anni, è stato ammazzato e fatto sparire perchè avrebbe trattenuto per sé una quota da 130mila euro …

La lupara bianca

Oltre agli agguati di chiara matrice camorristica, nel corso di questi anni sono rimasti ancora insoluti altri due gravi episodi, inquadrati dagli inquirenti come «lupara bianca». Due giovani scomparsi nel nulla, di cui il fondato sospetto è che siano stati eliminati per mano dei clan per uno «sgarro» o per qualche ingerenza scomoda. Si tratta di Carmine Cesarano, sparito nel nulla la sera del 26 luglio 2010, dopo aver riaccompagnato a casa la fidanzata. Dopo 16 anni, di recente la Dda ha inquadrato la sua scomparsa come lupara bianca, indagando su un’altra sparizione. Quella di Carmine Zurlo, sparito il 14 marzo 2022.

Gragnano | Scomparso nel nulla da 16 anni, spunta una pista: «Ucciso dal clan»

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L’ultima cosa che Carmine Cesarano disse a sua madre fu una frase qualsiasi. «Non ti preoccupare, accompagno la mia fidanzata…

A febbraio 2026 la Dda ha operato due arresti, i presunti autori dell’omicidio, due persone che considerava amici. Che lo avrebbero eliminato per uno sgarro ai danni del clan. In alcune intercettazioni relative a quell’omicidio, gli investigatori carpirono anche delle frasi relative alla scomparsa di Cesarano, che, a sua volta, sarebbe stato «fatto sparire» dal clan.