Il sondaggio choc: «Il 72% degli studenti vuole lasciare Castellammare»
IL QUESTIONARIO
6 Settembre 2026
IL QUESTIONARIO

Il sondaggio choc: «Il 72% degli studenti vuole lasciare Castellammare»

In Prefettura il lavoro dei Giovani Stabiesi
Tiziano Valle

Un segnale fortissimo, una fotografia senza filtri di una comunità fragile ma viva, e la ferma volontà di trasformare l’allarme sociale in una concreta occasione di rinascita per il territorio. La condizione giovanile a Castellammare di Stabia è stata al centro dei lavori del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, svoltosi nei locali della Prefettura di Napoli nella giornata di venerdì.

Il tavolo a Napoli

Su invito diretto del Prefetto di Napoli, Michele Di Bari, all’incontro ha preso parte Antonio Sessa, presidente dell’associazione Giovani Stabiesi, portando al tavolo istituzionale le istanze, i bisogni, i dati critici e le speranze delle nuove generazioni stabiesi. Un passaggio istituzionale di primaria rilevanza, nato dalla necessità di accendere i riflettori sulla realtà complessa del territorio stabiese e di dare seguito operativo all’indagine “La Mia Città 2.0”, promossa dall’associazione con lo scopo di mappare capillarmente la quotidianità giovanile.

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Il questionario nelle scuole

I risultati restituiscono la radiografia di una città ricca di potenzialità non del tutto espresse, ma segnata da profonde carenze strutturali e da un forte disagio sociale che rischia di svuotarla delle sue energie più valide.  Nel corso della riunione, Sessa ha illustrato le risultanze del questionario, da cui emerge in maniera incontrovertibile un quadro di sofferenza ma anche un impellente desiderio di partecipazione.

Il dato shock

Il dato più rilevante ed emblematico, quello che interpella con urgenza l’intera comunità, è il 72% di ragazzi e ragazze che dichiara l’intenzione di voler lasciare Castellammare di Stabia per costruire altrove il proprio futuro lavorativo e personale. Un trend in costante ed inquietante aumento rispetto alla precedente rilevazione, che si era attestata al 70% (+2% in più). Un dato che impone una riflessione profonda e non rinviabile a tutti i livelli governativi, politici e sociali.

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La necessità di parlarne

A tal proposito, proprio la voce di Antonio Sessa sintetizza la portata drammatica e la carica propulsiva di questo risultato: «Il 72% dei giovani dichiara di voler andare via da Castellammare. Io quel numero non lo guardo soltanto da presidente di un’associazione: lo guardo da giovane stabiese. E proprio per questo credo che dobbiamo avere il coraggio di parlarne senza paura e senza ipocrisie».

La possibilità di scegliere

«La domanda che dobbiamo avere il coraggio di porci non è soltanto perché i giovani vogliono andare via. La domanda è: perché così tanti giovani non riescono oggi a immaginare il proprio futuro qui? Un giovane deve essere libero di partire. Di studiare fuori, di lavorare altrove, di conoscere il mondo. Questo non può essere considerato un problema. Il problema nasce quando partire non è più soltanto una scelta, ma viene percepito come l’unica strada possibile».

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L’appello dei giovani

«Noi giovani non chiediamo promesse. Chiediamo una prospettiva. Non chiediamo che qualcuno ci convinca a restare. Chiediamo di avere motivi per scegliere di farlo. Io non voglio che la mia generazione venga ricordata come quella che ha lasciato questa città. Voglio che venga ricordata come quella che ha avuto il coraggio di dire che qualcosa doveva cambiare».

I motivi del disagio

Ma cosa c’è dietro quel 72% di risposte sconfortanti? Il dossier presentato dall’associazione Giovani Stabiesi va ad analizzare i singoli settori della vita cittadina, tracciando la mappa delle emergenze quotidiane che spingono i ragazzi alla fuga. La percezione della sicurezza sul territorio presenta criticità evidenti. Un dato allarmante riguarda il fenomeno del bullismo e della microcriminalità giovanile: ben il 71,4% dei ragazzi intervistati ritiene che tali fenomeni siano fortemente presenti e radicati nella vita quotidiana della città. Inoltre, quasi il 30% del campione giudica del tutto insufficiente o scarsa la presenza e il controllo delle forze dell’ordine sul territorio.

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Il decoro urbano

L’ambiente e il decoro rappresentano una spina nel fianco per Castellammare. Il 64,3% dei giovani esprime un giudizio fortemente negativo sulla pulizia e l’igiene delle strade cittadine. La bocciatura è netta anche per le aree verdi e i parchi pubblici (61,9% di pareri negativi), mentre un impressionante 83,3% denuncia la drammatica carenza di spazi verdi attrezzati dedicati all’aggregazione e al tempo libero dei ragazzi.

Il nodo trasporti

La mobilità urbana ed extraurbana è un altro fattore che penalizza fortemente la qualità della vita dei giovani. Il 42,9% assegna un punteggio ampiamente insufficiente all’efficienza del trasporto pubblico locale. Sebbene oltre il 64% utilizzi quotidianamente la Circumvesuviana o i pullman, vengono continuamente segnalati ritardi, soppressioni, scarsa frequenza delle corse e l’assenza cronica di parcheggi o di piste ciclabili per la mobilità sostenibile.

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Pochi spazi di socializzazione

Nonostante il 71,4% manifesti un forte interesse verso il mondo dell’associazionismo e il 76,2% richieda a gran voce spazi pubblici e gratuiti in cui poter esprimere la propria creatività, il 69% dichiara che a Castellammare le opportunità di socializzazione sana e culturale sono del tutto insufficienti.

L’assistenza sanitaria

Il quadro più nero riguarda il comparto sanitario. Il 71,4% dei partecipanti giudica negativamente i servizi offerti sul territorio. In particolare, il 66,7% delle segnalazioni sulle criticità riguarda le condizioni e i lunghi tempi di attesa del Pronto Soccorso dell’Ospedale “San Leonardo”.

Le speranze

A fronte di questo lungo elenco di problemi, dal rapporto emerge tuttavia anche una profonda consapevolezza del valore del territorio: la stragrande maggioranza dei giovani (oltre il 78%) riconosce nelle storiche Terme di Stabia, nel patrimonio archeologico, nel mare e nel Monte Faito le vere leve strategiche per un rilancio turistico ed economico capace di creare nuovo lavoro. Parole chiare e dati inequivocabili che trasformano la rassegnazione in una chiamata alla responsabilità collettiva.

La sinergia

Durante la vertenza in Prefettura, la discussione si è quindi concentrata su soluzioni e luoghi d’azione strategici. Particolare attenzione è stata dedicata al ruolo del Centro di Aggregazione Giovanile “Il Faro di Stabia”, indicato come un presidio sociale e culturale imprescindibile, un vero laboratorio per la partecipazione, l’inclusione sociale e la crescita dei ragazzi. In questa prospettiva, è emersa la chiara volontà di avviare un confronto strutturato e permanente tra la Commissione Prefettizia del Comune di Castellammare di Stabia e l’associazione Giovani Stabiesi.

La programmazione

L’obiettivo immediato è calendarizzare una serie di incontri operativi finalizzati alla definizione di una programmazione costante di interventi per il territorio. La risposta delle istituzioni si è dimostrata attenta e favorevole. Il Prefetto di Napoli ha manifestato la volontà di seguire passo dopo passo l’evoluzione delle attività e del percorso avviato, annunciando inoltre la propria intenzione di recarsi prossimamente a Castellammare di Stabia per incontrare direttamente i ragazzi dell’associazione Giovani Stabiesi e toccare con mano le dinamiche associative locali.

L’attenzione delle istituzioni

In chiusura, il presidente dell’associazione ha inteso esprimere profonda gratitudine per l’attenzione e la disponibilità mostrate dai vertici governativi: «Su invito del Prefetto di Napoli, ho partecipato, in qualità di Presidente dell’associazione Giovani Stabiesi, alla riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica. L’incontro ha rappresentato un’importante occasione di confronto sulla condizione giovanile a Castellammare di Stabia e sulle principali esigenze espresse dalle nuove generazioni. Ringrazio il Prefetto di Napoli e tutti i rappresentanti istituzionali presenti per l’attenzione e la disponibilità riservate alle istanze provenienti dai giovani stabiesi».