CAMORRA
30 ottobre 2026
CAMORRA

Agguato a Pimonte, ecco perchè è stato ucciso il boss Di Martino

I segreti della faida sui Monti Lattari. Nel 2022 Francesco Di Martino si fece arrestare perchè temeva di essere ucciso dopo il delitto di Carmine Zurlo per cui era indagato. 20 giorni fa i giudici hanno rigettato l'istanza della Dda per la sorveglianza speciale.
Michele De Feo

Tremano i Monti Lattari sotto i colpi di lupara. Ancora un omicidio eccellente, l’ennesimo nel comprensorio in provincia di Napoli ostaggio della camorra e del cartello Di Martino-Afeltra, la famiglia che controlla gli affari del narcotraffico e del racket in tutta l’area. Questa mattina a Pimonte nella sua stalla in via Gesinella è stato trucidato il boss Francesco Di Martino, 65 anni, soprannominato negli ambienti criminali «zì Ciccio è burraccione».

Agguato a Pimonte, ucciso il boss Francesco Di Martino

Agguato a Pimonte, ucciso il boss Francesco Di Martino

Un uomo di 65 anni trovato senza vita, il corpo raggiunto da diversi colpi d'arma da fuoco. Si tinge di…

I sicari (o il killer) lo hanno raggiunto nella sua proprietà situata tra i boschi del paese dei Lattari esplodendogli contro quattro colpi di fucile che non gli hanno lasciato scampo. Un marchio, quello della lupara, ormai diventata una firma sugli agguati che si stanno consumando nel comprensorio. Sul caso stanno indagando i carabinieri del nucleo investigativo di Torre Annunziata coordinati dal pm Giulio Vanacore della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli.

 

Delitto Afeltra, il business da 12 milioni di euro dietro l’omicidio del boss di Pimonte

Delitto Afeltra, il business da 12 milioni di euro dietro l'omicidio del boss di Pimonte

Dietro ai colpi di lupara esplosi domenica 30 agosto tra Pimonte e Agerola si nasconde il fruscio cupo e secco…

Lo stesso pool di investigatori che sta dando la caccia ai killer e ai mandanti del boss Raffaele Afeltra, cugino di Francesco Di Martino, assassinato il 30 agosto scorso, sempre a colpi di lupara, mentre usciva dal suo terreno a Pimonte in località Zappino, non molto distante da via Gesinella.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i killer di «Zi Ciccio» sarebbero entrati in azione tra le 11:00 e le 12:00 di questa mattina. Quando i militari sono arrivati sul posto hanno trovato il cadavere del boss in una pozza di sangue all’interno della stalla.

I segreti della faida sui Lattari: sono spariti i soldi del boss

I segreti della faida sui Lattari: sono spariti i soldi del boss

Il sangue sparso sulle strade dei Monti Lattari lascia tracce e in questo momento tutte portano ai soldi incassati con…

È molto probabile che Di Martino, in quel momento da solo in casa, si stesse occupando dei suoi animali, così come è altamente possibile che i sicari, o il killer, conoscessero le abitudini e gli spostamenti di Di Martino: un uomo che non si sentiva nemmeno al sicuro nella sua proprietà e che difficilmente la lasciava se non accompagnato da una scorta. Il complesso, composto da una zona residenziale, stalle e terreni coltivati, è recintato da un grosso cancello grigio su cui sono montate tre telecamere che puntano in strada.

ESCLUSIVA M+ | Delitto di Carmine Zurlo e i sospetti dell’Antimafia sullo zio, il boss Francesco Di Martino

ESCLUSIVA M+ | Delitto di Carmine Zurlo e i sospetti dell'Antimafia sullo zio, il boss Francesco Di Martino

Per la Dda avrebbe avuto un ruolo nella decisione e nell’esecuzione, a cui sarebbe stato presente, dell’omicidio di suo nipote…

Già nel 2022, secondo gli investigatori, il sessantacinquenne temeva per la sua vita. Il 22 luglio di quell’anno, durante una perquisizione, i cacciatori di Calabria gli ritrovarono in casa una pistola. L’uomo, probabilmente non sentendosi sicuro, decise di farsi condurre in carcere. Un episodio che per l’Antimafia la dice lunga sul clima di tensione che già all’epoca regnava sul territorio dei Monti Lattari.

Gragnano | Carichi di cocaina in Penisola, condannato il narcos Di Martino

Gragnano | Carichi di cocaina in Penisola, condannato il narcos Di Martino

Carichi di cocaina dai Monti Lattari alla Penisola sorrentina, condannato il figlio del boss. È su una partita di droga…

Pochi mesi prima dell’ultimo arresto di Di Martino era stato ammazzato, il 14 marzo del 2022, Carmine Zurlo, 33 anni, il cui corpo fu poi fatto sparire. Delitto per cui era indagato a piede libero Francesco Di Martino, zio, peraltro, della vittima. Secondo l’Antimafia il sessantacinquenne era presente al momento dell’omicidio commesso in un terreno di via Sanzano a Gragnano, dove il trentatreenne era stato condotto con l’inganno.

ESCLUSIVA M+ | Ucciso e fatto sparire, ecco come e perchè è stato ammazzato Carmine Zurlo

ESCLUSIVA M+ | Ucciso e fatto sparire, ecco come e perchè è stato ammazzato Carmine Zurlo

Carmine Zurlo, 29 anni, è stato ammazzato e fatto sparire perchè avrebbe trattenuto per sé una quota da 130mila euro …

Da quanto ricostruito dall’Antimafia, tra zio e nipote avrebbe cominciato a non correre buon sangue dopo il delitto di Filippo Sabatino, ammazzato nel maggio del 2018 sempre in via Gesinella. L’uomo era considerato l’autista di Di Martino, che all’epoca era appena uscito dal carcere dopo una lunga condanna per estorsione e associazione camorristica. Da quanto ricostruito, «Zi Ciccio» in quegli anni si era inimicato, per questioni legate alla spartizione delle estorsioni sul territorio, i Gentile di Agerola, gruppo criminale vicino, per legami di parentela, a Raffaele Afeltra. Quando il cinquantottenne fu arrestato nell’ambito dell’inchiesta Olimpo, Zurlo, da quanto ricostruito dall’Antimafia, divenne il suo braccio destro e referente del padrino sul territorio. In particolare si occupava di incassare le estorsioni e mantenere la contabilità dell’organizzazione criminale.

Camorra | Ecco come e perchè è stato ammazzato il boss di Pimonte Raffaele Afeltra

Camorra | Ecco come e perchè è stato ammazzato il boss di Pimonte Raffaele Afeltra

C’era un silenzio gelido questa sera nella piazza di Pimonte. Poco dopo le 19, l’ora dell’agguato costato la vita al…

L’Antimafia sostiene che il trentatreenne sia stato eliminato — nei mesi scorsi sono stati arrestati i presunti killer, Antonio Chierchia e Raffaele Scarfato, entrambi imparentati con Afeltra — perché avrebbe sottratto alla cassa del clan 130mila euro. Un delitto, da quanto emerso dall’Antimafia, su cui non ci sarebbe mai stato il placet di Afeltra. In questo scenario si colloca l’omicidio di Francesco Di Martino, per il quale l’Antimafia aveva chiesto la sorveglianza speciale: misura che il tribunale di sorveglianza ha rigettato venti giorni fa.

Castellammare | Omicidi della faida del 2009: la Dda chiede l’ergastolo per boss e killer

Castellammare | Omicidi della faida del 2009: la Dda chiede l'ergastolo per boss e killer

«Ergastolo per Paolo Carolei, Antonio Lucchese e Catello Romano. 19 anni di carcere per il killer pentito Raffaele Polito». Si…

Si tratta di un boss della vecchia guardia della consorteria criminale che porta il suo nome, fondata negli anni Novanta insieme ad Afeltra e all’altro suo cugino, Leonardo Di Martino, alias ’o lione. Quest’ultimo, considerato il capo indiscusso del cartello e referente del ramo della famiglia con roccaforte a Iuvani, a Gragnano, sta terminando di scontare una lunga condanna per droga e associazione mafiosa ai domiciliari fuori regione. Un’organizzazione criminale, quella dei Di Martino, nata dalle ceneri della faida che vedeva contrapposti i D’Alessandro di Castellammare di Stabia (oggi alleati ai Di Martino) e gli scissionisti guidati da Mario Umberto Imparato, e che oggi è infiltrata in ogni ambito dell’economia del comprensorio. Oggi il territorio sembra essere scivolato nell’incubo di una nuova faida, questa volta, secondo gli investigatori,  tra i diversi rami della famiglia Afeltra-Di Martino.