Sorrento | Hotel di lusso e Spa: contestato un danno erariale da 190mila euro
CORTE DEI CONTI
8 ottobre 2026
CORTE DEI CONTI

Sorrento | Hotel di lusso e Spa: contestato un danno erariale da 190mila euro

Nel mirino della Corte dei Conti della Campania due dipendenti: l'ex dirigente del settore cultura e l'istruttore amministrativa
Andrea Ripa

Consulenze senza una documentazione ritenuta sufficiente, servizi di organizzazione difficili da ricondurre ad attività concretamente dimostrate e poi le spese più singolari: massaggi, parrucchiere, ingresso in spiaggia con lettino, pool bar e minibar per ospiti di un noto resort della costiera sorrentina.È l’elenco delle spese finito sotto la lente della Procura regionale della Corte dei conti della Campania, che contesta un presunto danno erariale di oltre 190mila euro al Comune di Sorrento.

A rispondere davanti ai giudici contabili sono l’ex dirigente del settore Cultura Donato Sarno e l’istruttore amministrativo Federica Guarracino. A entrambi è stata notificata una citazione e il giudizio è stato fissato per il 23 marzo 2027 davanti alla Sezione giurisdizionale della Corte dei conti della Campania. La richiesta di risarcimento riguarda i pagamenti effettuati dal Comune alla società Vis Factor Srl nell’ambito delle manifestazioni “Sorrento d’autore”, realizzate negli anni 2023 e 2024, e “Mediterraneo, il ponte dell’energia sicura e sostenibile”, prevista nel 2023.Secondo la Procura contabile, una parte consistente di quelle spese non sarebbe adeguatamente giustificata.

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Gli eventi da 200mila euro

Uno dei punti contestati riguarda proprio il rapporto tra il costo sostenuto dall’amministrazione e le attività effettivamente realizzate. La Procura della Corte dei conti sottolinea che iniziative analoghe, o comunque gli stessi eventi richiamati negli atti, si sarebbero svolti gratuitamente in altre sedi, mentre per il Comune di Sorrento avrebbero comportato una spesa complessiva di circa 200mila euro.Particolarmente contestata è la manifestazione “Mediterraneo, il ponte dell’energia sicura e sostenibile”, per la quale il Comune avrebbe pagato 45mila euro. Secondo la ricostruzione contenuta nella contestazione contabile, l’evento non sarebbe stato adeguatamente pubblicizzato e, soprattutto, non sarebbe stato sostanzialmente realizzato secondo le caratteristiche indicate nella proposta.Da qui uno degli interrogativi centrali dell’indagine: perché il Comune avrebbe sostenuto quelle spese e a fronte di quali prestazioni concretamente documentate?

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Consulenze, rassegne stampa e fatture senza pezze d’appoggio

L’indagine della Procura regionale, coordinata dal procuratore Giacinto Dammicco e dai viceprocuratori Ferruccio Capalbo e Licia Centro, ha passato al setaccio la documentazione relativa ai pagamenti. A svolgere gli accertamenti sono stati i militari della Tenenza della Guardia di Finanza di Massa Lubrense. Nel mirino sono finite voci indicate genericamente come “consulenze” e “spese di organizzazione”, che secondo la Procura non sarebbero state accompagnate dalla documentazione necessaria a dimostrare in modo puntuale le attività svolte.

Stesso discorso per alcune rassegne stampa. Gli investigatori avrebbero trovato fatture senza un report dell’attività e, in un caso, persino senza la lettera di incarico al giornalista che avrebbe dovuto occuparsene. La contestazione riguarda quindi non soltanto l’entità delle somme, ma soprattutto la possibilità di ricostruire con precisione quali servizi siano stati effettivamente acquistati dal Comune e quali prestazioni siano state realmente svolte.

Hotel, ristoranti e servizi benessere

È però la parte relativa alle spese sostenute per le persone coinvolte negli eventi a presentare alcuni degli aspetti più singolari della contestazione.Nella documentazione esaminata dalla Procura compaiono infatti fatture per viaggi, in molti casi prive dell’indicazione dei nominativi dei viaggiatori, soggiorni in strutture alberghiere, pranzi in ristoranti di lusso e altri servizi destinati a persone che, secondo la contestazione, non sarebbero state adeguatamente identificate. Tra le spese finite sotto la lente ci sono anche quelle sostenute in un noto resort di Sant’Agnello.

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Qui, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, sarebbero stati pagati servizi come body massage, hairdresser, beach entrance & sun bed, pool bar e minibar. Prestazioni che, secondo la Procura contabile, non sarebbero state accompagnate da una documentazione idonea a dimostrare la loro effettiva necessità e riconducibilità alle attività istituzionali del Comune.

La fattura da 61mila euro e la società “specchio”

Un altro capitolo riguarda i rapporti tra Vis Factor e altre società.La Procura ha acceso i riflettori sulle cosiddette “società specchio”, citando in particolare la Spin Factor Srl. Tra le spese contestate figura una fattura da 61mila euro pagata alla società, che secondo gli accertamenti avrebbe avuto la stessa sede della Vis Factor e, per un determinato periodo, anche lo stesso rappresentante legale.Un elemento che ha contribuito ad ampliare il quadro delle verifiche sui rapporti societari e sui servizi fatturati al Comune.

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Anche 250 copie di un libro

Nell’elenco delle spese finite sotto la lente della Procura compare infine anche un acquisto apparentemente molto lontano dalle voci classiche di un servizio di comunicazione o organizzazione di eventi. Si tratta di 250 copie del libro “Fiamme dal passato”. Anche questa spesa è stata ricompresa nel quadro delle voci che, secondo la Procura regionale della Corte dei conti, non sarebbero state adeguatamente documentate o giustificate.

 

L’indagine partita da un controllo interno

L’inchiesta contabile ha preso avvio da un documento arrivato alla Procura regionale dopo un controllo interno al Comune di Sorrento.Si tratta di un verbale del gennaio 2025 predisposto dalla Struttura stabile di supporto al Responsabile della prevenzione della corruzione dell’ente. Quel controllo era nato anche a seguito di una interrogazione consiliare rivolta all’allora sindaco Massimo Coppola, oggi ai domiciliari in un’altra inchiesta e coinvolto, secondo l’accusa, in diverse ipotesi di corruzione.Nel verbale veniva evidenziata, tra gli altri aspetti, una «sproporzionata differenza delle condizioni di corrispettivo praticate dal Comune di Sorrento rispetto ad altri enti».

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Da quella documentazione è partita la trasmissione degli atti alla Procura della Corte dei conti e successivamente l’attività investigativa della Guardia di Finanza. Ora la vicenda passa davanti ai giudici contabili. La Procura chiede che il danno erariale, quantificato in oltre 190mila euro, venga posto a carico dei due destinatari della citazione. Sarà il giudizio fissato per marzo 2027 a stabilire se le contestazioni della Procura contabile troveranno conferma e, soprattutto, se le somme pagate dal Comune siano effettivamente riconducibili a prestazioni utili e adeguatamente documentate oppure abbiano prodotto un danno alle casse pubbliche. Fino a quella decisione, le responsabilità contestate restano oggetto del procedimento davanti alla Corte dei conti e dovranno essere valutate nel contraddittorio tra le parti.